Il Napoli torna bello e per la Sampdoria non c’è scampo: al San Paolo finisce 3-0

Il Napoli torna bello e per la Sampdoria non c’è scampo: al San Paolo finisce 3-0

A Fuorigrotta il Napoli vince e convince. Insigne e Verdi tornano al gol e Quagliarella interrompe la sua serie vincente proprio nella “sua” Napoli. Hamsik alla sua ultima in azzurro?


NAPOLI – Serviva una vittoria contro la Sampdoria per scacciare lo spettro della crisi e cancellare le ultime opache prestazioni e per fortuna è arrivata. Anzi, non per fortuna; il Napoli ha disputato una grande gara, vinta per 3:0 al termine di una prova giudiziosa, autorevole e decisamente convincente.

La squadra è apparsa molto vogliosa di far bene, entrando in campo con la giusta grinta e concentrazione, motivata anche dall’avere di fronte una squadra, come quella ben orchestrata da Giampaolo, che scende al San Paolo in un ottimo stato di forma e che ha nel suo capitano e leader Quagliarella, la sua arma più letale.

Il primo tempo degli azzurri è tra i più belli della stagione, fatto di un possesso palla fluido e di pressing aggressivo ed efficare. Hamsik, al rientro dopo l’infortunio, è in palla, fiancheggiato da un Allan finalmente gladiatorio come suo solito. La sorpresa vera è Zielinski, devastante come non si ricordava da tempo immemore, e diventando una costante spina nel fianco tra le linee della squadra blucerchiata.

Il movimento ad accentrarsi da sinistra del polacco con o senza palla, lasciava spesso la corsia libera per le incursioni di Mario Rui, che ha beneficiato di tanto prato libero per inserirsi e mettere in mezzo tanti palloni interessanti.

Tante trame offensive, una manovra avvolgente che ha culminato nel micidiale uno-due con cui il Napoli ha steso la Sampdoria, chiudendo la gara già prima dell’intervallo. Il primo gol è un “menage a trois” sull’asse Hamsik-Callejon-Milik; una geometria semplice e, al tempo stesso, efficace e letale, un triangolo che copre, in soli due passaggi, circa 60 metri di campo. Lo slovacco apre il campo con una sventaglita sulla destra a servire Callejon. Lo spagnolo, dopo aver portato palla per una decina di metri, taglia a fette la difesa doriana con un preciso traversone rasoterra che Milik non può fare a meno di scaraventare sotto la traversa dell’incolpevole Audero.

La Sampdoria non fa in tempo ad assorbire il colpo, che il Napoli raddoppia nel giro di un minuto scarso. Stavolta è Zielinski il direttore d’orchestra; pallone allargato ancora su Callejon che “legge” il movimento senza palla di Insigne e lo serve sulla corsa. Il numero 24 azzurro è fulmineo nel battere a rete con un diagonale che Audero sfiora col guantone ma non riesce a trattenere.

Prima dell’intervallo ci sarebbe tempo anche per il tris, ma la doppietta di Milik, in mischia, è vanificata dal fuorigioco, in partenza dell’azione, di Maksimovic. Sarebbe stata una punizione forse troppo pesante per una Sampdoria che, comunque, ha cercato di opporre resistenza ad un Napoli, purtroppo per i doriani, praticamnente inappuntabile.

Lo spauracchio Quagliarella cerca gloria (e record in solitario di gol segnati in giornate consecutive) in tre occasioni, ma la retroguardia azzurra stavolta monta guardia attenta ed efficace contro il bomber di Castellammare. Da sottolineare la prova della difesa, e soprattutto del solito Koulibaly, che non solo ha brillato sotto l’aspetto difensivo, ma durante la gara ha fatto valere più volte la sua esplosività e dirompenza accompagnando l’azione offensiva dei partenopei, sfiorando anche il gol nella ripresa.

Il secondo tempo vede un Napoli più guardingo ed intento ad amministrare il risultato piuttosto che “ammazzare” la partita. La Sampdoria alza il baricentro del gioco di una decina di metri e guadagna incisività negli ultimi sedici metri con l’ingresso di Saponara e Gabbiadini al posto degli involuti Ramirez e Defrel. Meret deve disimpegnarsi in qualche uscita frettolosa, ma sostanzialmente la Sampdoria non riesce mai ad essere davvero pericolosa. L’unico vero brivido è un missile terra-terra scagliato da Bereszynski da fuori area, che non trova lo specchio della porta per questione di centimetri.

Ultima partita in azzurro per Marek?

Il giro di sostituzioni richiama in panchina Hamsik, che esce tra gli applausi convinti del San Paolo. Marek potrebbe aver giocato la sua ultima partita in azzurro: l’offerta dei cinesi del Dalian potrebbe essere quella buona per convincere De Laurentiis a cedere il suo capitano. Vedremo gli sviluppi delle prossime ore.

Entra anche Verdi, che fa in tempo a siglare il terzo gol del Napoli, il suo secondo personale in campionato. L’ex-Bologna trasforma magistralmente un calcio di rigore, decretato dal VAR per fallo di mano di Andersen sul tiro di Zielinski. Pairetto, inizialmente, giudica il fallo fuori area, ma il silent-check rettifica giustamente la decisione arbitrale, convertendo la punizione in penalty. Pallone da una parte, Audero dall’altra e partita messa in cassaforte, se non lo è stata già prima.

Il terzo gol è l’ultima emozione di una partita mai stata in discussione. Pairetto fischia la fine delle ostilità e per il Napoli torna il sereno al termine di una settimana buia. Con questa vittoria la squadra può guardare con ottimismo verso il futuro prossimo, che si chiama Fiorentina. La trasferta del Franchi dovrà segnare il cambio di rotta per quanto concerne il rendimento in trasferta. E’ su quest’aspetto che dal Napoli si attende il cambio di passo. Ma per il momento gustiamoci questa bella vittoria.

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