Tenta di suicidarsi in due modi, salvato in extremis: “volevo avvicinarmi ad Allah”

Tenta di suicidarsi in due modi, salvato in extremis: “volevo avvicinarmi ad Allah”

Prima si è lanciato contromano schiantandosi contro le fioriere del Santuario di Pompei, poi, arrestato, ha tentato di impiccarsi nell’OPG di Aversa


AVERSA/POMPEI – Tenta di suicidarsi in due modi, salvato in extremis: “volevo avvicinarmi ad Allah”. Tragica vicenda tra le province di napoli e caserta. Un nordafricano ha  infatti tentato per la seconda volta di suicidarsi. questa volta nell’OPG di Aversa, impiccandosi, ma è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale in gravi condizioni. Il dramma nel pomeriggio di oggi, a salvarlo le guardie carcerarie.

Si tratta del 22enne Othman Jridi, algerino, che lo scorso anno fu protagonista di un episodio che salì alla ribalta della cronaca nazionale: tentò di lanciarsi con un’auto contro il santuario di Pompei, era il 28 marzo 2018.

L’episodio è avvenuto poco dopo le 16: una volta fatta la drammatica scoperta immediatamente è stato lanciato l’allarme.

Il giovane  è stato caricato in ambulanza e condotto d’urgenza al pronto soccorso del Moscati di Aversa. È in pericolo di vita e la prognosi resta riservata: le prossime ore saranno decisive per definire il quadro clinico.

Sul dramma indagano i carabinieri. Al momento l’ipotesi presa in considerazione è quella del gesto estremo.

I FATTI ED IL PROCESSO DOPO L’ATTACCO

“L’ho fatto per potermi avvicinare ad Allah”. La giustificazione che Othman Jridi diede quando volutamente andò a schiantarsi contro le fioriere di cemento, che erano state sistemate proprio per proteggere il Santuario di Pompei da eventuali attacchi terroristici”.

Percorse contromano via Bartolo Longo affollata di pedoni, poi l’impatto, fu bloccato dai vigili urbani dopo breve fuga.

Il giudice monocratico di Torre Annunziata Fernanda Iannone condannò Jridi a due anni e mezzo. Gli atti furono inviati al pool antiterrorismo della Procura di Napoli per i necessari approfondimenti.

L’arrestato nel corso dell’udienza recitò litania araba in nome di Allah.

FONTE: EDIZIONECASERTA.IT

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