Tesori di Giugliano, le opere di Nicola Cacciapuoti nella Cattedrale di Monopoli

Tesori di Giugliano, le opere di Nicola Cacciapuoti nella Cattedrale di Monopoli

Maturità artistica e soluzioni cinquecentesche


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MONOPOLI – Nicola Cacciapuoti in Puglia: la Madonna del Rosario nella Cattedrale di Monopoli. Questa tela è ubicata nel transetto sinistro della Basilica Concattedrale della Madonna della Madia di Monopoli, gioiello del barocco pugliese che vanta una storia millenaria riportata alla luce da vari scavi archeologici, il cui nome è legato all’icona bizantineggiante di Maria con Gesù che si vuole arrivata miracolosamente dal mare; nella chiesa inoltre lavorarono artisti come Francesco de Mura, Giuseppe Sanmartino e lo stesso Cacciapuoti.

L’opera in questione viene collocata attorno agli anni ’50 del XVIII secolo, essendo stato l’altare consacrato nel 1751. La particolarità di questa tela è l’essere inserita in una cornice istoriata da tondi con i misteri del Rosario, caratteristica tipica delle pale del ‘400/’500 ma ripresa anche da artisti come Conca, Santafede e in generale vari altri artisti del Sei-Settecento. La metà del Settecento coincide con la fase matura dell’artista Giuglianese con l’uso di colori decisi e giochi di questi a contrasto come si vede nei panneggi di Maria, e proprio questi contrasti sono usati per fa risaltare i panneggi che modellano e danno volume ai personaggi.

Questi in basso sono da destra san Domenico in secondo piano, san Francesco di Paola, san Vincenzo Ferrer e santa Caterina da Siena anch’essa in secondo piano. Anche qui riferimenti a Paolo de Matteis e Francesco Solimena per quanto riguarda stile e composizione, ma anche i suddetti panneggi e le figure per le cui soluzioni Cacciapuoti prende ispirazione sia da opere del Napoletano sia da altre realizzate in area pugliese. Per quanto riguarda i tondi l’artista riutilizza molti schemi di altre sue opere realizzate nel Giuglianese, nel Napoletano ma anche di quelle Lucane.

Nonostante lo schema della cornice istoriata l’opera presenta aspetti di grande modernità come gli angeli sulla destra che reggono presumibilmente una ghirlanda di fiori, l’angelo reso di spalle sulla sinistra che sembrano quasi invitare ad entrare nella scena e soprattutto il magistrale uso della luce che promanando dalle spalle della Vergine contribuisce a modellare i personaggi, che insieme ai panneggi e alla loro resa con colori forti dà un effetto di grande spettacolarità alla scena, che per certi versi ricorda più le assunzioni di Maria delle pale d’altare cinquecentesche che le classiche madonne del Rosario. 

Ne vien fuori una commistione di elementi classico-cinquecenteschi e Barocco-Rococò che dà grande risalto e modernità ad un’opera inserita in una perla del barocco Pugliese.

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