Mister Sarri si prende la ribalta europea. Il Chelsea trionfa in Europa League

Mister Sarri si prende la ribalta europea. Il Chelsea trionfa in Europa League

A Baku, il Chelsea batte 4:1 l’Arsenal grazie ad un secondo tempo esaltante. Sugli scudi Hazard (doppietta) e Giroud (gol e assist). Bene Jorginho, Higuain in panchina

@Armando Di Nardo

BAKU – Al primo tentativo Sarri fa centro. L’ex tecnico partenopeo si scrolla nell’arco una serata l’etichetta da promotore di bel calcio e zero vittoria, prendendosi la ribalta europea, conquistando l’Europa League, nella finale di Baku, vincendo e dominando l’Arsenal, battuto con il punteggio di 4:1.

Partita equilibrata nel primo tempo, con Arsenal più propositivo ma Chelsea più pericoloso dalle parti di Cech, che si chiude a reti bianche. Il secondo tempo è quello della svolta: il Chelsea sblocca con Giroud di testa e raddoppia pochi minuti dopo con Pedro. Poi, sale in cattedra Hazard: il belga prima trasforma il penalty del 3:0, poi realizza la sua doppietta personale, sigillando il punteggio sul 4:1. Inutile il gol del 3:1 di Iwobi, che alimenta un sogno di rimonta, spento prontamente proprio dal gol del belga, alla sua ultima partita con il Chelsea, come dichiarato dal fantasista, a fine gara. Restando in tema di ex-Napoli, Jorginho ha disputato una buona partita (in crescendo, come tutta la squadra) mentre Higuain è rimasto in panchina per tutta la partita.

Una vittoria meritata per il Chelsea, il trionfo personale di Sarri, che nonostante le critiche, questa stagione porta a casa un trofeo continentale. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che il Chelsea era una delle favorite di questa competizione ed il cammino che ha portato i “blues” alla vittoria non è stato di quelli troppo “stressanti”, se paragonato a quello dell’Arsenal. Ma affrontare, ed eliminare, l’Eintracht Francoforte in semifinale (solo dopo i calci di rigore) non è stato semplice così come affrontare lo stesso Arsenal in finalissima.

C’era la curiosità di vedere come Sarri avrebbe affrontato una partita importante come questa, una finale europea, contro una squadra ricca di talento come l’Arsenal ed un allenatoreo esperto come Emery, che dalla sua aveva l’esperienza di tre finali di Europa League già giocate (con il Siviglia), e tutte vinte. Una partita che, almeno sulla carta, poneva l’Arsenal seppur di poco, nella posizione di favorita.

Hazard, addio ai Blues con doppietta

Il campo ha invece detto altro: la prova è stata ampiamente superata e dunque mister Sarri chiude la sua stagione conquistando il suo primo trofeo internazionale, qualificandosi in Champions League (terzo in Premier, dietro gli squadroni Liverpool e City), a cui vanno aggiunte due finali perse sempre contro il Manchester City: Charity Shield e Coppa di Lega dopo i calci di rigori. Come prima esperienza in una squadra estera, verrebbe da dire che le aspettative non sono state disattese.

Eppure, questo potrebbe non bastare per una sua riconferma sulla panchina dei “blues”. Le divergenze tra il tecnico napoletano e la “numero due” del Chelsea, Marina Granovskaia ed il feeling mai sbocciato tra Sarri e la tifoseria londinese lascerebbero propendere ad una separazione dopo una sola stagione. Le voci insistenti dell’interesse della Juventus inducono a pensare al ritorno in Serie A del tecnico napoletano, ma la decisione ultima spetterà alla dirigenza del Chelsea.

Sarri ha spesso affermato di voler restare volentieri a Londra, ma che c’è da capire se la volontà di continuare con il sodalizio di Stamford Bridge sia condivisa anche dalla dirigenza, dopo un finale di stagione da incorniciare, con qualificazione in Champions League e vittoria dell’Europa League. In caso contrario, il destino di Sarri sembra già scritto; un pugno nello stomaco per i tifosi del Napoli che potrebbero vedere alla squadra “nemica” per eccellenza, l’allenatore che solo un anno fa stava regalando un sogno a tutta la città.

In questi giorni se ne saprà di più, ma per il momento, per Sarri è tempo di festeggiare, dopo un stagione lunga, dura, travagliata e per certi aspetti controversa. Finalmente il “sarrismo” diventa un calcio non solo bello ma anche vincente, che porta risultati oltre che bel calcio. La certificazione, l’ennesima testimonianza, che in Europa si vince soprattutto giocando bene. Ma per qualcuno ancora non è sufficiente.

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