Ladro ucciso dal tabaccaio, Salvini: “Con un lavoro onesto sarebbe vivo”

Ladro ucciso dal tabaccaio, Salvini: “Con un lavoro onesto sarebbe vivo”

Potrebbe essere il primo caso di applicazione della nuova legge sulla legittima difesa


salvini

TORINO – “Ha tutta la mia solidarietà”, così Matteo Salvini, ministro degli Interni, commenta l’episodio di sangue avvenuto a Pavone Canavese, in provincia di Torino, dove un tabaccaio ha fatto fuoco in direzione dei tre ladri che avevano assaltato il suo negozio, uccidendone uno. La vittima si chiamava Ion Stavila, 24enne di origine moldava, incensurato, e si era introdotto di notte con i suoi complici, a volto travisato da passamontagna, nella proprietà del commerciante.

Dopo aver realizzato ciò che stava accadendo nel bar tabacchi, Franco Marcellino Iachi Bonvin è sceso da casa sua impugnando l’arma regolarmente detenuta e ha fatto fuoco verso la banda, colpendo al petto Stavila. Gli altri due componenti si sono invece dileguati.

Il leader della Lega si schiera senza mezzi termini di fianco al 67enne, utilizzando parole dure nei confronti del ladro contro cui il tabaccaio ha fatto fuoco sette volte: “Se avesse fatto il muratore sarebbe ancora su questa terra”. Commenti, quelli del vice premier che come prevedibile hanno sollevato diverse reazioni nell’opinione pubblica, divisa tra chi sostiene il diritto alla difesa armata e chi invece ritiene pericolosa la giustizia fai da te.

Il titolare della tabaccheria è ora indagato a piede libero per eccesso colposo di legittima difesa, i magistrati che seguono il caso starebbero però valutando i presupposti per l’applicazione della nuova legge voluta e proposta proprio da Salvini: sarebbe, questo, il primo caso in assoluto.

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