Parco Verde, il caso del piccolo Antonio non è chiuso: indagata la mamma

Parco Verde, il caso del piccolo Antonio non è chiuso: indagata la mamma

La morte del piccolo Antonio è avvenuta circa un anno prima la tragedia di Fortuna Loffredo,  avvenuta nello stesse modalità il 24 giugno del 2014. 


NAPOLI –  Il caso della morte del piccolo Antonio Giglio, morto nell’aprile 2013, si apre. Il piccolo precipitò dalla finestra di un’abitazione al Parco Verde di Caivano. 

Il gip del Tribunale di Napoli Pietro Carola ha respinto l’archiviazione e allo stesso tempo ordinato l’imputazione nei confronti di Marianna Fabozzi,madre del bambino,  e di Raimondo Caputo, detto Titò. 

Per la Fabozzi, l’accusa è quella dell’omicidio del figlio, mentre per Caputo, suo compagno all’epoca dei fatti, si è profilata l’accusa di favoreggiamento personale. Il gip ha chiesto l’imputazione “coatta” entro dieci giorni per Marianna Fabozzi, 35 anni e per Raimondo Caputo, 46 anni.

La morte del piccolo Antonio è avvenuta circa un anno prima la tragedia di Fortuna Loffredo,  avvenuta nello stesse modalità il 24 giugno del 2014. 

Per l’omicidio di Fortuna Raimondo Caputo è stato condannato all’ergastolo, mentre Marianna Fabozzi è stata condannata a 10 anni di reclusione. 

«Nel doveroso rispetto delle determinazioni della Procura riteniamo che il processo sia il luogo più adatto per accertare le cause della morte del piccolo Antonio». Così, gli avvocati Sergio e Angelo Pisani, legale di Gennaro Giglio, padre della piccola vittima, commentano la decisione presa dal gip di Napoli Pietro Carola di chiedere agli inquirenti l’imputazione «coatta», entro 10 giorni, di Marianna Fabozzi, 35 anni, Raimondo Caputo, 46 anni (già condannato all’ergastolo) per la morte di Antonio Giglio, il figlio di Marianna morto all’età di quattro anni dopo essere precipitato da una finestra della casa della nonna, al settimo piano dell’isolato C3 del Parco Verde di Caivano ( Napoli), il 28 aprile 2013. 

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