Pareo Park, i motivi della chiusura: “In piscina fluoruro e coliformi. 117 bimbi in ospedale”

Pareo Park, i motivi della chiusura: “In piscina fluoruro e coliformi. 117 bimbi in ospedale”

L’Asl risponde al consigliere Borrelli sui risultati delle analisi e il numero di visite negli ospedali:


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GIUGLIANO – “Nella giornata di venerdì 28 giugno abbiamo presentato un Question Time circa l’episodio verificatosi il giorno 23 giugno presso il Pareo Park di Giugliano dove diverse bagnanti hanno riportato ulcerazioni e abrasioni sulla pelle dopo essersi immersi nelle piscine.

Abbiamo chiesto i risultati degli esami condotti dall’Asl Napoli 2 Nord e dall’Arpac e le cause che hanno determinato il fenomeno, oltre ad informazioni specifiche circa il numero di accessi nelle strutture ospedaliere in relazione alla criticità verificatasi nel parco acquatico. L’Asl Napoli 2 Nord ha rappresentato che gli esami condotti sui campioni prelevati presso la struttura in data 24 giugno hanno evidenziato la non conformità delle acque di approvvigionamento e delle acque della piscina agli standard previsti dalla normativa regionale.

In particolare per quanto riguarda l’acqua di approvvigionamento è stata rilevata la positività dei rilievi di fluoruro e di coliformi mentre nell’acqua delle piscine è stato riscontrato un superamento dei limiti di Pseudomonas Aeruginosa e dei corretti parametri di Ph”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli. “In merito alla nostra interrogazione circa il numero di viste presso gli ospedali ci è stato rappresentato che, in relazione al fenomeno verificatosi al Pareo Park, sono stati registrati 95 accessi solo presso l’ospedale pediatrico Santobono.

L’indagine epidemiologica avviata dall’Asl Napoli 2 Nord ha portato all’acquisizione di 10 referti dall’ospedale di Pozzuoli, 4 casi in comuni afferenti alla suddetta Asl e altri 6 casi da comuni afferenti ad altre aziende sanitarie. Sono pervenute inoltre due segnalazioni dai pediatri di famiglia operanti a Giugliano.

Il quadro, ora, è senz’altro più chiaro. Adesso non resta che attendere che l’azienda provveda alla bonifica e venga chiarito come è stato possibile tutto ciò. Una vicenda del genere non doveva mai succedere”.