Il Napoli dura solo un tempo poi cede al Barcelona. A Detroit poker azulgrana: 0-4!

Il Napoli dura solo un tempo poi cede al Barcelona. A Detroit poker azulgrana: 0-4!

Un Napoli rivoluzionato rispetto alla prima gara, resiste solo un tempo contro il Barcelona che ha vita facile. Doppietta di Suarez, Griezmann e Dembelè


ANN ARBOR – Non poteva esserci un epilogo peggiore per questa serie di amichevoli pre-campionato. Il Napoli cede di schianto al Barcelona, nell’incontro di ritorno della “La Liga-Serie A Cup”, che si aggiudica il trofeo dopo aver dominato gli azzurri, battendoli 4:0.

Al Michigan Stadium non c’è stata mai partita. Un Napoli rinunciatario e troppo leggero in avanti non ha mai opposto una fervida resistenza contro il Barcelona di Valverde, resistendo finchè ha potuto (fino all’intervallo) cedendo di colpo nella ripresa, dopo aver subito la prima rete azulgrana, di Suarez.

Per la cronaca, il Barca si è portato in vantaggio con l’uruguagio (’48), gol viziato da probabile fuorigioco; ha raddoppiato con Griezmann (’56) ce finalizza un’ottima azione corale; poi la doppietta di Suarez (58′) gran destro sotto l’incrocio dei pali, ed infine il diagonale preciso di Dembelè (62′) che fissa il punteggio, al termine di una partita mai realmente iniziata.

Il Napoli ha ceduto di colpo nella ripresa, assolutamente incapace, mentalmente e fisicamente, di rimettersi in carreggiata dopo il primo gol preso, ma neppure il primo tempo, sebbene conclusosi in parità, è stato degno di grandi lodi. La versione ultra-light dell’attacco proposto da Ancelotti (Mertens-Verdi) troverebbe difficoltà anche in campionato, supportato così come (non) è stato da un centrocampo composto da Ruiz, ancora non pronto fisicamente, a sostenere due partite a stretto giro, e da Allan (all’esordio) che non è pronto affatto.

Esordio stagionale per Allan

Se a tutto questo aggiungiamo Elmas, proposto a sinistra, un vero e proprio pugno nell’occhio l’impiego del macedone in quella zona del campo e di uno stanco Callejon a destra, si può facilmente spiegare la vita piuttosto agevole che ha avuto il Barcelona nell’esercitare il suo possesso palla, fatto di scambi stretti e di rapidi, lunghi e precisi cambi di gioco che hanno messo in difficoltà il reparto arretrato che, almeno nel primo tempo, in un modo o nell’altro ha retto.

A prescindere dal risultato, della sconfitta, anche pesante, che poteva anche essere messa in preventivo, ha colpito (negativamente) la tenuta mentale della squadra che nel secondo tempo è tornata in campo solo fisicamente. Probabilmente giocare due partite di questo livello, a breve distanza una dall’altra, contro una delle squadre più forti del mondo, è ancora chiedere troppo.

Ma questa non deve essere una giustificazione, così come le reti del Barcelona da annullare non devono costituire un alibi: il Napoli visto a Detroit non è affatto piaciuto, anche se Ancelotti è riuscito a trovare degli elementi positivi anche in una disfatta come questa.

Metabolizzare subito e girare pagina. Non sono queste le partite da vincere ad ogni costo. Di certo, però, se si potesse evitare di fare brutte figure sarebbe meglio, ma ciò che importa davvero è che il Napoli si faccia trovare pronto tra due settimane a Firenze, il vero banco di prova che il Napoli non può permettersi di fallire.

Da adesso in avanti, l’obiettivo per Ancelotti ed i ragazzi, infatti, è quello di pensare al campionato. Si ritorna a giocare per i tre punti, e si spera di trovare un Napoli che di questa sconfitta abbia solo un blando ricordo e niente più.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK