Il Napoli brilla al sole di Miami, ma non basta: il Barcelona vince per 2-1

Il Napoli brilla al sole di Miami, ma non basta: il Barcelona vince per 2-1

Nella prima tappa del mini-tour statunitense, un buon Napoli si arrende di misura al Barcelona, orfano di Messi. Di Callejon la rete partenopea


MIAMI – Buone indicazioni anche da oltre Oceano. Nonostante la sconfitta di misura (1 a 2 il finale), ad opera di un Barcellona orfano di Messi, ma in una versione molto vicina a quella che sarà definitiva, il Napoli conferma i progressi intravisti nella partita contro il Marsiglia, facendo passi avanti nel percorso che dovrebbe portare gli azzurri a presentarsi in condizione almeno discreta, all’inizio del campionato.

Per la cronaca, all’Hard Rock Stadium di Miami, gli azul-grana di Ernesto Valverde si sono imposti con il punteggio di 2:1 grazie alle segnature di Busquest nel primo tempo (’38) e di Rakitic nella ripresa (’79), reti intervallate dal pareggio effimero di Callejon (42′).

Il risultato, ovviamente, non era una priorità in questa partita; sicuramente una vittoria contro i campioni di Spagna avrebbe dato un’ulteriore spinta ed altrattanta convinzione ed autostima, ma per come il Napoli ha tenuto il campo, contro avversari indubbiamente più quotati e tecnicamente superiori, c’è da essere ottimisti per l’immediato futuro, tenuto considerato il fatto (da non sottovalutare) delle assenze di uomini importanti ed in attesa di un completamento della rosa, della quale siamo tutti in attesa spasmodica.

Tra gli aspetti positivi emersi da questa partita, soprattutto va sottolineata la qualità di gioco espressa dal Napoli ed una condizione fisica che va via via migliorando. Due elementi che vanno a braccetto e si muovono in modo direttamente proporzionale. Passi in avanti anche per quanto riguarda l’inserimento dei nuovi acquisti. Manolas ha già preso in mano la difesa con il piglio del leader (in attesa di Koulibaly) così come Di Lorenzo si sta scrollando quella timidezza iniziale, mostrandosi sempre più intraprendente sulla fascia destra. Anche Elmas, proposto nuovamente dall’inizio, ha confermato le buone sensazioni che aveva destato a Marsiglia. Occhio a questo ragazzo, che potrebbe scavalcare qualcuno nelle gerarchie del centrocampo azzurro, se alle premesse seguiranno certezze.

E’ risultato altresì evidente come il modulo che prevede due attaccanti larghi metta in condizione di maggiore agio Insigne e Callejon che si sono mossi con grande naturalezza, nelle loro zolle di campo dove sono abituati a dare il meglio e non è un caso che il gol del Napoli sia giunto con il marchio di fabbrica di casa-Callejon. Il taglio dello spagnolo ha messo in crisi anche il nuovo arrivo di casa Barca, Junior Firpo, messo a sedere prima che il numero sette azzurro infilasse Neto (la deviazione di Umtiti non toglie meriti alla giocata dello spagnolo).

Tra le tante note positive lasciate in eredità da questo primo incontro “di andata” (se così lo possiamo definire), qualche piccola ombra è comunque emersa nel cielo limpido di Miami. Per quanto bello ed esteticamente efficace, il Napoli si trascina da ormai troppo tempo il difetto atavico della mancanza di cinismo in zona-gol.

Gol decisivo per Rakitic

Anche a Miami, il Napoli è tornato a casa con un raccolto meno abbondante rispetto a quanto seminato. La squadra di Ancelotti avrebbe potuto segnare almeno sue gol in più se Mertens (nel primo tempo) e soprattutto Milik nella ripresa non avessero difettati in precisione e freddezza. Il centravanti polacco ha avuto l’opportunità, più volte, di infilare Neto ma il suo score segna “zero”. Sia chiaro, nessuna croce da buttare sul polacco, nessuna critica e nessuna discussione, ma una semplice constatazione: Milik è ancora in ritardo di condizione e fortunatamente si è ancora in una fase nella quale sbagliare un gol è ancora atto lecito e consentito dalla legge del calcio.

E’ una questione di aspettative, che su Arek sono abbastanza alte da richiedere un apporto di reti non tanto di quantità (l’anno scorso Milik ha comunque segnato ben 17 reti in campionato, senza ausilio di calci di rigore), ma di qualità. Servono gol “pesanti”, quelli che sbloccano una gara rognosa, in un match decisivo ai fini della qualificazione al turno successivo di una coppa, contro una big o contro una squadra arroccata in difesa per difendere il punticino. Da Milik si chiede la “cattiveria” (calcistica, s’intende) che trasforma un attaccante ottimo in un attaccante eccellente.

Segnalerei, tra gli aspetti non positivi, anche le mancate coperture in occasione dei due gol del Barcelona, praticamente identici. Sia Busquets che Rakitic hanno avuto spazio e tempo per prendere la mira e freddare il sempre ottimo Meret. Quello che è mancato è stata la velocità nel coprire sul centrocampista che giungeva a rimorchio. C’è da dire che il Barcelona ha giocatori capaci di spostare il pallone a velocità pazzesche, e dunque più che demerito del Napoli, si potrebbe parlare di bravura dei catalani, ma è un aspetto, quello della copertura sui centrocampisti, sul quale il Napoli ha sempre avuto qualche perplessità.

Piccole sottigliezze che non tolgono al Napoli il merito di aver giocato una partita sicuramente di altissimo livello, almeno per un’ora abbondante, contro un avversario che avrebbe messo in crisi chiunque. Adesso, però, c’è da giocare il secondo incontro, previsto per il 10 Agosto a Detroit (ore 22.00 italiane), nella quale ci saranno sicuramente stravolgimenti di formazione sia dall’una che dall’altra parte.

Non resta che godersi nuovamente due squadre che hanno giocato una partita altamente spettacolare, due formazioni che fanno dell’estetica applicata al calcio un dogma che chi ama questo sport non può che condivere. Mancherà nuovamente Messi, la star più attesa di questo doppio confronto, ma ci faremo bastare un buon Napoli che, si spera, oltre al bel gioco possa portare a casa anche una vittoria di prestigio.

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