Fine calciomercato per il Napoli: storia di chi entra di chi esce

Fine calciomercato per il Napoli: storia di chi entra di chi esce

Fine del calcio mercato: il giorno dopo è tempo ideale per un’analisi reparto per reparto e per stilare un bilancio dell’estate degli azzurri


NAPOLI – Fine del calciomercato e prima sosta di campionato: benedetto fu il 2 Settembre 2019, data nel quale convergono due eventi che, in questo particolare momento storico-calcistico, depongono decisamente a favore del Napoli. E’ tempo di analizzare quanto di buono (o meno buono) sia stato fatto in questi interminabili tre mesi di baraonda, ad inseguire obiettivi più o meno raggiungibili e di leccarsi le ferite dopo la sconfitta di Torino, che ancora oggi, a quasi 72 ore di distanza da quella sciagurata autorete di Koulibaly, brucia come fosse accaduta da cinque minuti. Andremo, nel dettaglio, reparto per reparto, come e dove è cambiato il Napoli che affronterà la stagione 2019-2020.

Nessuna novità rilevante tra i pali

In effetti, non c’era troppo da fare per quanto riguarda i portieri. Prelevato Ospina, stavolta a titolo definitivo, dall’Arsenal, le gerarchie della porta del Napoli è decisamente chiara: Meret sarà il numero uno degli azzurri, seguito dal portiere colombiano e come terzo, confermato anche Karnezis, che nella scorsa stagione si è dimostrato portiere sufficientemente affidabile nelle (poche) occasioni in cui è stato chiamato in causa.

Difesa rivoluzionata: dentro Manolas, fuori Albiol

Posta, sin dalle prime battute di calcio-mercato, l’incedibilità di Koulibaly, anche di fronte ad offerte congrue, il Napoli ha dovuto far fronte alla cessione di Albiol, già tempo ansioso di tornare nella sua Spagna. L’affare propizio si è tramutato in Kostas Manolas, centrale della Roma che la società partenopea preleva dalla capitale, pagando per intero la clausa rescissoria a di 36 milioni di Euro e facendo entrare, in qualche modo, nell’operazione Diawara. Prima ancora di questa importante operazione, il Napoli si è cautelato per tamponare le falle sulla fascia destra emerse durante la scorsa stagione, con l’acquisto di Di Lorenzo dall’Empoli, uno delle rivelazioni della stagione 2018-2019. Un acquisto che avrebbe dovuto mettere in partenza Elseid Hysaj, ma così non è avvenuto, L’albanese, gira e rigira rimarrà, almeno fino a Gennaio, a disposizione di mister Ancelotti, non avendo trovato per lui, il Napoli, una sistemazione adeguata e cifre adeguate. Il terzino, ex-Empoli, alla quinta stagione a Napoli, scende però nelle scala delle gerarchie, diventando la terza scelta sia sul settore destro (Di Lorenzo e Malcuit) che su quello sinistro (Ghoulam-Mario Rui).

La società azzurra ha operato anche la cessione di Chiriches (al Sassuolo in prestito con diritto di riscatto a favore degli emiliani), preferendo trattenere Tonelli. Se il centrale rumeno avrebbe avuto, sicuramente, un’esperienza maggiore in ambito internazionale, andava tenuta nella dovuta considerazione la facile propensione agli infortuni di cui spesso Chiriches era vittima. Fiducia anche a Luperto, che durante questi mesi ha avuto proposte interessanti, soprattutto dal “suo” Lecce, ma si è preferito trattenerlo, almeno per un altro anno.

Coperta corta a centrocampo

Le concomitanti cessioni di Diawara alla Roma e Rog al Cagliari avrebbero costituito un implicito incipit a muoversi in maniera importante per rinfoltire il centrocampo azzurro che, ricordiamo, è rimasto orfano di Hamsik a mercato di Gennaio chiuso e dunque mai numericamente rimpiazzato. Il Napoli si è invece cautelato con il solo ed unico acquisto di Elmas, prelevato dal Fenerbahce. Un giovane di talento, un investimento in prospettiva futura. Non vi è dubbio della bontà tecnica dell’affare, ma resta invece quello della quantità numerica di centrocampisti. Con Allan unica vera certezza, Ruiz e Zielinski per quanto giocatori eclettici e tecnicamente validi, non corrispondono completamente ai requisiti del perfetto mediano da 4-4-2 o da 4-2-3-1. La loro stessa duttilità tattica, spinge spesso Ancelotti a posizionarli in zone diverse da quella nevralgica del campo.

Lo stesso Gaetano, tenuto a Napoli, per volere dello stesso Ancelotti dopo un buonissimo pre-campionato, è per natura un trequartista, quindi poco incline a fare filtro in mediana e recuperare palloni.Non è un caso che il Napoli, dopo le prime due partite, abbia la difesa più bucata (insieme alla Sampdoria) e buona parte delle responsabilità sono da additare non solo alla difesa, ma anche ad un centrocampo che non protegge.

In attacco, no al colpo a sensazione, si alla “Elle-due”

Inutile girarci intorno: le richieste di Ancelotti sono state chiare e si riferivano in primis a James Rodriguez poi a Mauro Icardi. Nomi importanti, che avrebbero dovuto dare al mercato del Napoli il famoso “qualcosa in più” per competere alla pari della Juventus e fronteggiare un’Inter in rampa di lancio. Invece, né l’uno né l’altro vestiranno la maglia azzurra: l’argentino, a causa dei suoi comportamenti e quelli del suo entourage (leggasi Wanda) ha sempre rifiutato Napoli fin dall’inizio e in nessun frangente c’è mai stato un avvicinamento, nonostante l’ottimismo e l’attesa di segnali del Napoli lasciasse trapelare il contrario.

Su James l’ottimismo e, soprattutto, l’avvicinamento c’erano per davvero, ma chi non era d’accordo sull’affare era il Real Madrid, fermo e deciso a non scendere a compromessi con il Napoli sul “modus agendi” dell’operazione. Cessione definitiva a 40 milioni contro prestito e diritto di riscatto: un braccio di ferro durato quasi tre mesi che ha visto il Napoli cedere alla (non) volontà del Real di privarsi del colombiano a determinate condizioni.

Giocoforza il Napoli ha dovuto scendere nella graduatoria delle preferenze, virando con decisione su Lozano, quando ha maturato la consapevolezza della riduzione al quasi nulla delle speranze di portare a Napoli i primi due.
Ovviamente, parliamo di Lozano come un eccellente calciatore, ed il gol allo Stadium all’esordio ne è valida testimonianza, e di sicuro i 42 milioni per prelevarlo dal PSV Eindhoven sono stati investiti bene, con buona pace di chi reclamava a gran voce i nomi di Icardi e James.

A comporre la “Elle-Due” è Fernando Llorente, acquisto “low-cost” e “last-minute” degli azzurri, identificato, per caratteristiche, come l’attaccante di cui il Napoli forse aveva maggior bisogno. Lo spagnolo è una punta fisicamente prestante, abilissimo nel gioco aereo, perfettamente calato nella realtà della Serie A (con la Juventus) e con un più che sufficiente background in campo europeo (finale di Champions League con Juventus e Tottenham). Insomma, quello che serve al Napoli, fin troppo nutrito di calciatori brevilinei e poco fisici. In uscita, la squadra partenopea registra le cessioni di Ounas (al Nizza) e Verdi, negli ultimi minuti di mercato al Torino, dopo un estenuante tira e molla con il club granata.

Squadra completa al 99% ma competitiva

Al netto delle due prime pirotecniche partite contro Juventus e Fiorentina, dove sono emerse delle problematiche alle quali Ancelotti dovrà porre i giusti rimedi, la squadra è completa in ogni reparto (tranne una pedina che, probabilmente, andava fatta a centrocampo) e migliorata sotto quei aspetti nei quali il Napoli palesava evidenti lacune. Manolas è uno dei migliori centrali di Serie A, così come Di Lorenzo è stato uno dei terzini più affidabili. Llorente e Lozano sono già delle certezze mentre Elmas può essere un calciatore che può dare una grossa mano. Si poteva fare di più? Probabilmente si, tutto è perfettibile e dunque migliorabile, ma resta il fatto di un Napoli competitivo per le primissime posizioni, che può giocarsela fino in fondo con la Juventus, a patto di limare già dopo la sosta quelle imperfezioni che sono costati un punto contro la stessa Juventus e ben sette gol al passivo.

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