Scialbo pareggio a reti bianche contro il Toro. Napoli, così non va!

Scialbo pareggio a reti bianche contro il Toro. Napoli, così non va!

All’Olimpico di Torino il Napoli conferma una condizione poco brillante, rimediando il secondo 0-0 consecutivo. Attacco poco incisivo nonostante il 4-3-3. Brutto infortunio per Hysaj


scialbo raggeio a TorinoLozano, delusione contro i granata

TORINO – Napoli, così non va! Gli azzurri non riescono ad andare oltre uno scialbo pareggio a reti inviolate contro un arcigno e volenteroso Torino. Uno 0:0 che, vedendo il bicchiere mezzo pieno, permette al Napoli di tenere inviolato il distacco dalla capolista (ora la Juventus) a 6 punti. Poco consolante.

CAMBIO DI MODULO

Non si può dire che Ancelotti non stia tentando di cambiare le cose, ma se il mister decide di ricorrere al 4-3-3, per lui un anatema, vuol dire che qualcosa non sta andando nel verso giusto. Ancelotti ha puntato su un attacco composto da brevilinei (Insigne-Mertens-Lozano) e su una linea mediana (Zielinski-Allan-Ruiz) senza un vero play. C’era da verificare il rendimento di Lozano, finalmente spostato nella posizione a lui congeniale, rinunciando al dinamismo di Callejon. A conti fatti, possiamo dire che l’esperimento è fallito miseramente: il Napoli ha giocato male, Lozano peggio ed altri due punti persi per strada mettono in bilico anche la posizione Champions degli azzurri, tallonati dalla Roma.

INIZIO PROMETTENTE POI IL BUIO

L’inizio di partita degli azzurri è stato persino incoraggiante. La squadra sembrava essere più compatta; le linee erano più vicine tra loro e il pressing alto che Mertens e compagni esercitavano con costanza ha messo in difficoltà i granata in più di un’occasione. Per certi aspetti, sembrava di rivedere la squadra di Sarri. La magia è durata solo una ventina di minuti, giusto il tempo di sprecare buone ripartenze e scaldare i guantoni di Sirigu con conclusioni da lontano. I partenopei sono poi calati, permettendo al Torino di rendersi pericoloso allo stesso modo: recuperando palloni banalmente persi e andando a stuzzicare Meret pericolosamente. Fortunatamente, la precisione degli attaccanti granata e la bravura di Meret hanno evitato il peggio.

SQUADRA INDOLENTE E POCO CINICA

E’ questa la sensazione che si è avuta col passare dei minuti. La squadra di Ancelotti è indolente e poco brillante, sia nelle idee sia fisicamente, aspetti facilmente riscontrabili in un secondo tempo giocato assai peggio del primo. La squadra ha perso efficacia nel suo gioco d’attacco (se mai ne abbia avuta prima) ed i reparti si sono sfilacciati. Neppure gli ingressi di Callejon e Llorente hanno cambiato l’inerzia della partita. Anzi, lo spagnolo ha fatto in tempo ad adeguarsi alla politica di sprechi, ultimanente in voga, sciupando il match-ball da tre punti, spedendo oltre la traversa un colpo di testa a pochi metri da Sirigu. Sarebbe stato il gol-vittoria, una lezione di cinismo a cui gli azzurri non ci hanno mai abituato ma, si sa, non è il piatto forte della casa. In verità, mancherebbe anche un rigore agli azzurri, ed anche abbastanza lampante, ma Doveri non ha ritenuto da massima punizione la trattenuta di Izzo su Ghoulam.

TUTTI DIETRO LA LAVAGNA?

Tutti o quasi. Qualcuno è riuscito a strappare la sufficienza, nonostante tutto. Indubbiamente, tra le note positive c’è un reparto difensivo che si è distinto per non avere concesso grosse opportunità a Belotti. Meret ha fatto il suo dovere, come sempre; Di Lorenzo si conferma un calciatore di ottimo lignaggio e vanno fatti i complimenti a Luperto, autore di una prestazione solida. Mancherebbe un quarto elemento di difesa ma né Hysaj, proposto a sinistra (uscito per un infortunio fortunatamente meno serio di quanto si prospettasse), né Ghoulam hanno brillato. Bene Allan in mediana e Mertens in attacco, sebbene non abbia mai avuto tempo e modo di impensierire Sirigu. Il resto della squadra, purtroppo, ha deluso.

ESISTE UN CASO LOZANO?

Allo stato attuale si direbbe di si. A Torino, Ancelotti ha cercato di mettere il messicano nelle condizioni tattiche più congeniali per metterlo a suo agio, ma purtroppo il risultato è stato mediocre. Come lo è stato a Genk, quando è stato schierato a sinistra e come accaduto contro il Brescia (ed in altre circostanze) schierato da centravanti. Lozano è il calciatore più costoso della storia del Napoli ed un investimento importante della società ma vedendolo giocare sembra un onesto mestierante del ruolo. Troppo squilibrato il rapporto spesa-resa offerto dall’ex attaccante del PSV. La sosta capita a pennello, ad allenatore e giocatore, per cercare una soluzione ad un problema che può diventare davvero serio.

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