Al Meazza vince la paura di perdere. Milan e Napoli pareggiano 1-1

Al Meazza vince la paura di perdere. Milan e Napoli pareggiano 1-1

A San Siro partita equilbrata tra due squadre che dovevano portare a casa tre punti per alimentare una classifica deficitaria. Tutto nel primo tempo: a Lozano risponde Bonaventura, poi vince la paura


Al Meazza vince la paura

MILANO – Al Meazza vince la paura di perdere. Milan e Napoli danno vita ad un inutile pareggio che non serve a nessuna delle due squadre. Al vantaggio iniziale di Lozano risponde subito Bonaventura.

CHAMPIONS LEAGUE SEMPRE PIU’ LONTANA

Era una partita che nessuna delle due contendenti avrebbe dovuto perdere ed in effetti così è stato, ma il pareggio 1:1 scaturito dal Meazza finisce per essere un risultato che scontenta entrambe le squadre. Un punto che serve a poco sia a Milan che al Napoli, due squadre che non avrebbero risolto i loro problemi vincendo questa partita ma che, almeno, avrebbero potuto guardare al futuro con morale e mentalità diversi. Questo pareggio allunga il digiuno di vittorie del Napoli, ormai in astinenza da tre punti dal lontano 19 Ottobre (2:0 al Verona), che fallisce l’aggancio all’Atalanta e dovrà sperare di non allontanarsi ulteriormente dalla zona-Champions.    

DUE SQUADRE ANCORA IN CRISI

Lo spettacolo visto al Meazza è stato abbastanza prevedibile: due squadre zoppicanti nel gioco e timorose di sbagliare che meglio non avrebbero potuto rappresentare la loro condizione di classifica. Da una parte, i rossoneri, autori di una prestazione sufficiente per impegno e dedizione ma davvero poca cosa in fase offensiva, dall’altra il Napoli, autore di un primo tempo inguardabile, disastroso non fosse stato per il lampo nel buio di Lozano, immediatamente ripreso dal solito Bonaventura, che contro gli azzurri sembra aver un infinito conto in sospeso.

DEJA-VU’ INFINITO

Il gol del centrocampista rossonero (bellissimo destro da fuori area) rappresenta l’ennesima rimonta subita dal Napoli. Un’incapacità atavica di gestire il risultato a cui va aggiunto il poco cinismo nello sfruttare adeguatamente le (rare)occasioni create, come quella di Insigne a pochi secondi dall’intervallo. Un deja-vù da cui non si riesce ad uscire. Almeno, tra le note positive si può annoverare proprio Lozano, che strappa la sufficienza grazie al gol e soprattutto Allan, tornato per una sera il gladiatore che apprezziamo. Il brasiliano, praticamente da solo regge un centrocampo comunque barcollante sradicando palloni a destra e a manca, poco e male supportato dai colleghi di reparto.

MEGLIO CON IL 4-3-3

Non può essere una coincidenza che il miglior Napoli che si è visto a San Siro è quello che Ancelotti ha proposto negli ultimi venticinque minuti, passando ad un 4-3-3 che ha infuso al Napoli più sicurezza nei suoi mezzi, guadagnando metri di campo dettando una supremazia territoriale mai avuta durante l’arco del match, complice anche, se vogliamo dirla davvero tutta, il calo fisico del Milan che nel primo tempo e nella prima parte della ripresa ha spinto forte sull’acceleratore. Per carità, niente da far gridare al miracolo calcistico; Donnarumma non ha dovuto compiere interventi prodigiosi, se non qualche uscita alta sugli inutili e prevedibili cross provenienti dalle corsie laterali, ma almeno si è rivista, seppure in forma opaca, qualche traccia del Napoli che fu. Se questo possa essere un segnale di un cambiamento di filosofia di gioco da parte di Ancelotti, solo le prossime partite lo potranno dire.

FUTURO INCERTO

Naturalmente, non è questo il Napoli che può ambire a scalare posizioni in classifica e, a maggior ragione, quello che potrebbe impensierire il Liverpool mercoledì prossimo. Certo, la qualificazione agli ottavi di Champions è un obiettivo alla portata della squadra partenopea, ma questo Napoli, così come lo si è visto al Meazza, uscirebbe da Anfield con le ossa rotte. Servirebbe un risultato importante per ridare fiducia all’ambiente che via via perde sicurezze e quella serenità che al Napoli manca, preda del nervosismo che si riversa anche in campo. Si esige, a tale scopo, chiarezza da parte della società, idee chiare dall’allenatore e impegno e concentrazione dalla squadra. Solo così si può uscire dal limbo e da una situazione di classifica che peggiora di settimana in settimana.

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