Il dramma di Mattia e le pesanti accuse: “la mia ex mi ha aggredito e non vedo mia figlia da molti mesi”

Il dramma di Mattia e le pesanti accuse: “la mia ex mi ha aggredito e non vedo mia figlia da molti mesi”

Le presunte minacce verbali in alcuni file audio che abbiamo acquisito. L’avvocato: “c’è un sessismo al contrario in casi di questo genere”


ROMA – Minacce, violenze ed una figlia di neanche un anno che non vede da diversi mesi. Questo il dramma che Mattia Leombruno sta vivendo. La storia, cominciata nei primi mesi dello scorso anno, è ambientata a Roma ma riguarda anche la nostra regione. Pesantissime le accuse che l’uomo ha rivolto alla sua ex compagna, con gli avvocati di entrambe le parti al lavoro. La donna, che lavora nella capitale ma risulta residente, assieme alla figlia neonata, in una cittadina del beneventano, avrebbe, secondo Leombruno, minacciato più volte il compagno, gli avrebbe addirittura messo le mani addosso prima di scomparire con la piccola.

“Io e la mia ex compagna – spiega Mattia – ci siamo conosciuti nel febbraio 2018. Dopo una breve frequentazione, di comune accordo abbiamo deciso di avere una figlia. Dopo alcuni litigi tra di noi, i toni utilizzati dalla mia ex compagna, già da quando era incinta, hanno cominciato ad essere eccessivi”.

Come si evince da alcuni file audio, che abbiamo acquisito dagli atti processuali in corso, la donna non nega di aver aggredito Leombruno ma anzi invita a denunciarlo. L’accusa più grave che Mattia rivolge alla sua ex è quella di essere scomparsa con la figlia neonata: “non vedo la bambina dallo scorso mese di maggio – racconta Leombruno – non ho idea di che fine abbia fatto, se sia viva, se sia morta. E’ per questo che lancio un appello alle più alte cariche dello Stato affinchè, da uomo e da padre, possa conoscere le sorti della mia bambina, cittadina italiana ed europea”.

L’Avvocato Ilaria Parlato, legale di Leombruno, ha evidenziato come, nel caso del suo assistito, sembra esservi, secondo lei, un pregiudizio fondato sulla differenza di genere: “la magistratura – ha detto- che fino ad oggi si è pronunciata sul caso ha dato rilevanza esclusivamente al racconto della donna, senza dare peso alcuno alla versione dell’uomo, per altro supporta da prove a discarico incontestabili. Non è accettabile che a causa di questa situazione paradossale il mio assistito subisca l’ulteriore beffa, da innocente, di vedersi sottratto dal ruolo di padre non riuscendo a vedere la figlia da diversi mesi. E’ giusto e doveroso tutelare le donne ma ricordiamo che la magistratura ha il dovere di tutelare anche gli uomini”.

L’augurio – conclude l’avvocato Parlato – è che le Istituzioni intervengano quanto prima affinché sia restituita la dignità di padre, oltre che di uomo, al Sig. Leombruno. Continueremo la battaglia legale fiduciosi che vi sarà il trionfo della Verità, della Legalità e della Giustizia”

E’ notizia recente che l’appello di Leombruno sia giunto al premier Giuseppe Conte. Contestualmente, il pm che si occupava del suo caso è stato trasferito in un altro tribunale. Al suo posto un altro professionista proveniente dalla procura di Palermo.

Noi de ilmeridianonews.it siamo a disposizione di eventuali repliche della controparte e di chiunque altro volesse intervenire in merito alla vicenda.

IL VIDEO DELL’INTERVISTA CHE ABBIAMO REALIZZATO:

Mattia Leombruno, l'appello

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Geplaatst door Il Meridiano News op Vrijdag 29 november 2019