Il Napoli fallisce il match-point qualificazione: solo 1-1 contro il Salisburgo

Il Napoli fallisce il match-point qualificazione: solo 1-1 contro il Salisburgo

Al San Paolo, Napoli e Salisburgo danno vita ad un pareggio che rimanda la qualificazione alle prossime partite. Ad Haaland risponde Lozano. Pali di Callejon ed Insigne


Il Napoli fallisce il match-point qualificazione

NAPOLI – Il Napoli fallisce il match-point qualificazione, pareggiando in casa contro il Salisburgo. Al vantaggio iniziale degli austriaci di Haaland, su calcio di rigore, risponde il primo acuto al San Paolo di Lozano. Finisce 1:1, per un pareggio che va stretto al Napoli, per quanto prodotto e sprecato ma che, paradossalmente, non compromette più di tanto le possibilità di qualificazione agli ottavi.

IL LATO POSITIVO

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, la classifica strizza ancora l’occhio al Napoli che, nonostante il pareggio interno, tiene a distanza di sicurezza proprio il Salisburgo. Il margine tra partenopei ed austriaci resta di quattro punti, divario sufficiente anche ad assorbire un’eventuale sconfitta ad Anfield, contro il Liverpool, diventato capolista del girone dopo aver approfittato del turno casalingo contro il Genk. Fatto sta che il Napoli avrebbe dovuto e potuto chiudere il discorso qualificazione già al San Paolo per potere a) affrontare il del campionato senza l’assillo di dover giocarsi una qualificazione all’ultimo respiro e b) ridare serenità ad un ambiente che nelle ultime settimane è diventato una polveriera. Missione fallita.

FRETTA E NERVOSISMO, I PRIMI NEMICI

Le condizioni ambientali che hanno fatto da prefazione di questa partita non erano le migliori. La sconfitta dell’Olimpico, la settima posizione in classifica ed il ritiro imposto di De Laurentiis alla squadra, non condiviso da Ancelotti imponevano agli azzurri un pronto riscatto. Il nervosismo di questi giorni si è tradotta in campo nella fretta eccessiva di voler portare a casa il risultato e spazzare via, di punto in bianco, la scia di polemiche venutasi a creare in queste settimane. Al Napoli visto contro il Salisburgo è mancata la precisione: tirare almeno 30 volte e centrare la porta solo in 4-5 circostanze induce a pensare che l’imprecisione sia direttamente proporzionale al nervosismo che la squadra si porta dietro.

IMPRECISIONE CRONICA

Come in altre circostanze, il Napoli pecca clamorosamente nella precisione al tiro. Innumerevoli i tentativi verso la porta di Coronel che non deve compiere interventi straordinari per salvare la propria porta; per quello bastano gli azzurri a facilitargli il compito, sparando alle stelle palloni che, come rigori in movimento, avrebbero meritato sorte migliore. Come se non bastasse, i soliti due pali, di Callejon ed Insigne. Ad alimentare “l’ansia da prestazione” degli azzurri ci pensa poi Koulibaly, il cui fallo su Hwang genera il rigore dal quale nasce il vantaggio austriaco di Haaland. Una mazzata che rischiava di ammazzare psicologicamente i partenopei che, anche successivamente, hanno mostrato pecche anche dalla cintola in giù, lasciando al Red Bull occasioni preziose per segnare ancora.

FINALMENTE LOZANO

Nel momento più delicato del match, a pochi minuti dall’intervallo, il primo acuto casalingo del messicano. Un gol fondamentale, a coronamento della migliore prestazione fin qui prodotta dall’ex attaccante del PSV (non che ci volesse troppo). Tanta corsa per il numero 11, cercato spesso con lunghi lanci dalle retrovie ed un gran gol, un destro rasoterra che si è infilato nell’angolo alla destra di Coronel. Sfiancato, sotituito da Llorente nei minuti finali, Lozano è stato uno dei meno peggio della rappresentanza azzurra, confermando i cenni di ripresa già intravisti contro la Roma.

AAA CENTROCAMPO CERCASI

Il vero problema del Napoli. Un centrocampo che fatica maledettamente ogni partita, incapace di filtrare gli attacchi avversari e di orchestrare trame di gioco. Anche stasera, gli azzurri hanno faticato oltremodo per imbastire una manovra fluida: Zielinski e Ruiz non sono calciatori da regia e si vede e neppure da continemento, e si vede anche quello. Purtroppo, la defezione di Allan impone ad uno dei due (se non ad entrambi) di accollarsi oneri difensivi difficilmente sostenibili; da ciò ne deriva anche una certa lentezza nell’elaborazione della fase offensiva. In parte non è colpa di questi ragazzi, ma almeno un pizzico di elasticità e di adattamento al ruolo da parte loro servirebbe, ma anche stasera andrà meglio la prossima volta. Ma fino a quando si può attendere questo cambiamento di tendenza?

L’IMPEGNO NON BASTA

Al Napoli visto contro il Red Bull non ha fatto difetto l’impegno, ma per conseguire la qualificazione agli ottavi, servono anche punti e agli azzurri, nonostante due passi falsi in quattro partite, è concesso ancora qualificarsi, concedendosi il lusso di poter perdere ad Anfield, a patto che il Salisburgo non torni da Genk con tre punti. In caso di pareggio o sconfitta degli austriaci in Belgio, il Napoli si qualificherebbe matematicamente. Ovviamente, il Napoli non dovrà affidare le sue possibilità di qualificazione al risultato del Salisburgo ma cercando, anzi, una vittoria di prestigio che possa ridare morale ad una squadra che non riesce ad uscire dal limbo di mediocrità nel quale è poco abituato a vivere. Ma per Anfield c’è tempo; Sabato c’è il Genoa ed un campionato dove gli azzurri sono chiamati al riscatto sin da subito.

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