Per gli azzurri l’esame di maturità più duro. Al Meazza per rinascere

Per gli azzurri l’esame di maturità più duro. Al Meazza per rinascere

Si ritorna a parlare di campionato dopo la sosta dedicata alle nazionali. Il Napoli atteso al big-match del Meazza, nella sfida tra le due grandi delusioni della Serie A


Per gli azzurri duro esame di maturità al Meazza

NAPOLI – Per gli azzurri duro esame di maturità. Si ritorna a parlare di Serie A dopo il divertimento nel veder giocare la nazionale italiana, dopo lunghi anni propositrice di un gioco votato all’offensiva, lontano dagli stereotipi proposti dal calcio nostrano; per certi versi sembrava di vedere giocare il Napoli di un paio di anni fa. Già, il Napoli di qualche anno fa.

Brutto parlare al passato di una squadra che oggi è una parente lontana di quella apprezzata solo poche stagioni or sono, ma l’amara verità è che, oggi il Napoli non è più un’isola felice, calcisticamente parlando.

Potrebbe darsi che l’aver fatto la bocca dolce nel vedere giocare questa squadra ad altissimi livelli, fa oggi un effetto ancora più devastante leggere di una classifica che vede il Napoli fuori dall’Europa e di una squadra, mai come in queste settimane, si è scoperta così poco coesa ed incapace di reagire ad una serie di risultati poco confortanti.

Chissà se la pausa avrà fatto bene a quei giocatori che sono partiti con le loro nazionali. Probabilmente stare lontano dalla città potrebbe aver giovato a quei calciatori che in queste settimane sono nell’occhio del ciclone dopo gli eventi occorsi da un mese a questa parte. Non ci è dato sapere, ma l’atmosfera che si respira a Napoli resta pesante: la società, l’allenatore e la squadra sono ritirati in un silenzio stampa che non lascia trapelare altro che l’enorme nervosismo che impera a Castel Volturno.

La trasferta di Milano aiuterà a capire meglio in quali condizioni i calciatori si ripresenteranno in campionato dopo questi giorni di “tregua fredda” ma non ci sarebbe stata partita peggiore di quella del Meazza per saggiare la tenuta fisica e soprattutto psicologica degli azzurri. Una trasferta al Meazza è, a prescindere, un banco di prova impegnativo per chiunque, a maggior ragione per un Napoli privo di identità e col morale sotto i tacchetti; inoltre, il Napoli andrà ad affrontare una squadra come il Milan, forse una delle poche formazioni attualmente messe peggio di quella allenata da Ancelotti.

Sarà un Milan v Napoli carico di tensione. Immaginate le conseguenze a fronte di una sconfitta, per una delle due squadre. I rossoneri verrebbero risucchiati nel vortice della zona-retrocessione; gli azzurri, presumibilmente, accumulerebbero ancora più distacco dal parterre europeo. Insomma, uno smacco, un vilipendio calcistico per entrambe le compagini. Brividi lungo la schiena solo a pensarci.

E dunque, sarà una partita di difficile interpretazione perché sia Napoli che Milan hanno l’obbligo di vincere, pertanto servirà un Napoli diverso da quello visto nell’ultimo mese. Facile a dirsi, ma è l’unica strada per uscire da un tunnel dal quale sembra sempre più difficile uscire. E allora la patata bollente passa ad Ancelotti, l’uomo che con il suo blasone ed il suo palmares è chiamato a riportare la barca azzurra sulla giusta rotta. Non ci si aspetta nient’altro che questo da un allenatore che finora ha dato poco alla causa e che è chiamato al riscatto, lui in primis, la squadra a seguire, perché è il capitano che lascia per ultimo una nave che sta per affondare.

Che sia Milano il punto di svolta, per cacciare via i fantasmi e salvare una stagione che in questo momento può ancora dire qualcosa. Diversamente, prepariamoci ad un’altra ventata di polemiche, di silenzi, di accuse, di un’inutile ricerca di un colpevole per una stagione andata male e che di colpevoli ne ha invece tanti. Che ognuno si assuma le proprie responsabilità e faccia al meglio il proprio dovere, al fine di evitare una lunga agonia calcistica a cui non eravamo abituati e un trambusto mediatico di cui avremmo fatto volentieri a meno.

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