Sgominata la gang dei “cavalli di ritorno”. E’ caccia al decimo elemento

Sgominata la gang dei “cavalli di ritorno”. E’ caccia al decimo elemento

Tutti i nomi. Le accuse sono quelle, a vario titolo, di associazione a delinquere, furto aggravato, ricettazione, estorsione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita


ORTA DI ATELLA/CASTEL VOLTURNO – E’ ancora latitante l’ultimo dei dieci destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare spiccata dal gip del tribunale di Napoli Nord nell’indagine su cavalli di ritorno e furti d’auto da rivendere poi a pezzi.

Nella giornata di martedì sono state 9 le persone fermate dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa: in carcere sono finiti Domenico Franzese, 36 anni; Adriano Sedovic, 34 anni; Giuseppe Krndic 36 anni. Agli arresti domiciliari invece sono stati spediti Domenico Capelle, 33 anni; Raffaele Veneruso, 27 anni; Fabio Serra, 30 anni; Giovanni Cantone, 26 anni; Emanuele Savarese, 38 anni; Orsola Savarese, 31 anni. Gli arresti sono stati eseguiti a Gricignano, Carinaro, Orta di Atella, Castel Volturno, Crispano e Sant’Anastasia. All’appello manca il decimo indagato, destinatario di un’ordinanza agli arresti domiciliari.

Le accuse sono quelle, a vario titolo, di associazione a delinquere, furto aggravato, ricettazione, estorsione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilita’ di provenienza illecita. L’attivita’ investigativa, svolta dal mese di ottobre 2017, e’ stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Aversa in seguito al rinvenimento di veicoli danneggiati e carcasse di autovetture su fondi agricoli dell’agro-aversano.

Nel corso delle indagini, svolte con l’ausilio delle intercettazioni ambientali e telefoniche, dei servizi di osservazione, controllo e pedinamento, sarebbero stati acquisiti elementi investigativi circa l’esistenza di una stabile organizzazione nella quale i partecipanti, a secondo del proprio ruolo, avrebbero provveduto: a commettere i furti delle autovetture che venivano occultate, smontate in fondi agricoli e/o depositi e cedute al mercato illecito dei pezzi di ricambio; ad alterare il numero di telaio delle autovetture provento di furto che venivano poi nuovamente immesse sul mercato. Le attivita’ investigative hanno consentito, infine, di ricostruire episodi estorsivi ai danni delle vittime dei furti che, previa minaccia, sarebbero state costrette ad elargire somme di denaro al fine di riottenere la disponibilità del veicolo.

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