Cervello e giochi – Le qualità da sviluppare con il poker

Cervello e giochi – Le qualità da sviluppare con il poker

Qualcuno pensa che i giochi di carte siano un’attività per vecchi o persone pigre, niente di più sbagliato


poker

Qualcuno pensa che i giochi di carte siano un’attività per vecchi o persone pigre, niente di più sbagliato. La scienza ha già confermato che i giochi di carte, solitari inclusi, sono un’eccezionale esercizio mentale che stimolando percezione, memoria e intuito, riesce a coinvolgere diverse aree cerebrali come poche altre discipline.

Una strepitosa palestra per la mente dovuta alla necessità di elaborare nuove strategie, per rispondere alle mosse degli avversari, tenendo alta l’attenzione su quel che succede al tavolo. Tutte attività che costringono il cervello a mantenersi giovane più a lungo.

Tra tutti, il gioco del poker sembra essere quello maggiormente capace di stimolare il cervello umano richiedendo calma, calcoli rapidi, concentrazione, abilità strategiche e analisi statistiche con la necessità di svolgere tutte queste attività in modo rapido e preciso per poter prendere una decisione in fretta. Una serie di capacità che poi possono essere applicate in vari aspetti della vita, aumentando anche la fiducia in se stessi.

Il poker spesso porta a sfidare molti giocatori allo stesso tempo e ciò fa arricchire le reti neurali, cioè i legami tra le cellule, stimolando i neuroni a comunicare maggiormente tra di loro. Anche mantenere la concentrazione per un periodo lungo è un pilastro fondamentale per raggiungere un eccellente funzionamento cognitivo. Con i giochi di carte, ma soprattutto con il poker, si riesce a mantenere una buona concentrazione per 50 minuti, con naturali cali dopo circa 20/30 minuti.

L’intuito è sicuramente una qualità nascosta del nostro cervello che, se allenata, può riuscire a cavarci dalle situazioni più difficili. Alcuni pensano che avere un forte intuito sia la componente necessaria per saper bluffare ma invece, se si analizza bene, quel che davvero serve è conoscere le regole e i principi che fanno del bluff poker una strategia di gioco vera e propria. Quindi un cervello ben allenato e un pizzico d’intuito sono la combinazione ideale per raggiungere degli ottimi risultati di gioco. Inoltre, è importante sapere che durante un bluff aumenta la produzione di serotonina e dopamina nel nostro cervello, rendendoci euforici e appagati, facendo aumentare battito cardiaco e sudorazione, ma anche la concentrazione. Se però non si controllano questo tipo di emozioni si potrebbe partire con delle giocate creative, che aumentano la possibilità di commettere errori, anche per questo è bene conoscere quali alimenti aiutano a regolare la produzione di questi importanti ormoni.

Alcuni studi svolti su pazienti affetti da Alzheimer hanno dimostrato come i giochi di carte e altri passatempi, come il cruciverba e gli scacchi, riescano a migliorare le loro capacità mnemoniche riducendo i sintomi di demenza. Secondo l’Università del Wisconsin-Madison giocare a carte, o svolgere altre attività cognitive, farebbe aumentare il volume cerebrale, così è stato evidenziato comparando il cervello del campione studiato rispetto a chi non svolgeva questo tipo di attività.

Tra le altre applicazioni mediche di successo, riscontrate dai giochi di carte, c’è il recupero delle funzioni motorie. Al St. Michael’s Hospital di Toronto hanno visto che chi ha subito un ictus trae enorme beneficio giocando a carte grazie alla ripetizione dei movimenti delle mani che costituiscono un piccolo ma importante esercizio che accelera i tempi di recupero della mobilità. Che sia Briscola o Scala 40, sono stati notati significativi effetti positivi sulla coordinazione occhi-mani, un’abilità a cui non facciamo caso ma che è fondamentale per le attività di tutti i giorni.

Non sarà un caso, allora, se negli ultimi anni i giocatori di poker over 50 presenti alle World Series sono in costante crescita. William Wachter è considerato il giocatore più vecchio a essere finito a premio, Agli WSOp del 2015 a 94 anni si portò a casa 19mila 500 dollari e, nello stesso anno, al tavolo finale erano presenti due over 60: Neil Blumenfield con i suoi 61 anni e Pierre Neuville di ben 72 anni, due vecchie volpi che hanno saputo stupire i giocatori più giovani.

poker

Ma non finisce qua, altri ultranovantenni si sono saputi distinguere in questo torneo che rappresenta i mondiali del poker. Herman Moonvers a 95 anni si è distinto come concorrente più anziano del “Seniors Championship”, i mondiali delle World Series riservata ai giocatori ”maturi”. Nel 2010, Jack Ury ha stabilito il record di giocatore più anziano alle WSOP con i suoi 97 anni. Per lui, che disputò la sua prima mano di poker nel 1923, c’è stato bisogno di un po’ di assistenza al tavolo dove gli altri giocatori gli dovevano urlare i rilanci e spiegare le situazioni di gioco, dato che sia la vista che l’udito di “nonno Jack” non erano più così efficienti. Nonostante ciò è anche riuscito a vincere una mano da 5000 fiches contro un avversario più giovane di 70 anni!

Altri studi hanno dimostrato come anche sui giovani, i giochi di carte, contribuiscano a sviluppare elaborazioni logiche più veloci ed esatte e, se svolti in compagnia, possano ridurre ansia e depressione oltre che favorire relazioni interpersonali. Contribuendo a ridurre lo stress e rallentando l’invecchiamento ormonale, si avrà un minor sviluppo delle diverse patologie legate a questi aspetti.

Se l’idea di sedersi al tavolo di un bar per dedicare ore ai giochi popolari sembra una cosa poco attraente per i giovani, le nuove tecnologie riescono a ricreare un’atmosfera più stimolanti per le nuove generazioni. Molti giochi di strategia come poker e blackjack sono oggi disponibili con innumerevoli varianti, grazie a portali dedicati dove si può anche studiare la materia in modo approfondito e sfidare dei veri professionisti.

Oltre a prendersi cura di muscoli e legamenti con lo sport, bisogna dare importanza alla palestra per la mente facendo fede al motto degli antichi sapienti: Mens sana in corpore sano!