Zielinski ed Insigne scacciano lo spettro di Sarri. Il Napoli batte la Juventus 2-1

Zielinski ed Insigne scacciano lo spettro di Sarri. Il Napoli batte la Juventus 2-1

Al San Paolo, le reti di Zielinski e Insigne piegano le velleità della Juventus. Il Napoli di Gattuso sfata il tabù casalingo, ritrovando il feeling con i tre punti. Per la Juventus, inutile il gol di CR7


Zielinski ed Insigne piegano la Juventus

NAPOLI  – Zielinski e Insigne scacciano lo spettro di Sarri e della crisi. E così, in quella che è diventata la partita più importante dells tagione, per molteplici motivi, il Napoli si scrolla di dosso ansie e paure, sfoderando una prova di quantità e di orgoglio, battendo i campioni d’Italia, mai così sottotono come nella serata del San Paolo.

Ma, al di là della partita della Juventus, vanno riconsciuti, in primis, i meriti della squadra di Gattuso, che è riuscita a dare continuità di prestazioni, dopo la bella e sofferta qualificazione in semifinale di coppa Italia.

Per vincere ci voleva una partita perfetta, priva di sbavature e difetti, quelli che hanno fin qui condizionato la stagione degli azzurri, e se non proprio perfetta, il Napoli vi è andato vicino. Grinta, orgoglio e voglia di vincere e di soffrire, questi sono stati gli ingredienti che, opportunamente miscelati, hanno consentito quest’importante risultato.

La partita non è stato un inno allo spettacolo; probabilmente chi si aspettava un monologo della squadra di Sarri, fatto di possesso palla e di giocate funambolico del tridente Ronaldo-Dybala-Higuain è rimasto sicuramente deluso, ma in questo senso, il contributo del Napoli alla (non) spettacolarità della partita è stata preponderante.

Gattuso ha, difatti, impostato la partita nell’unico modo nella quale questo Napoli avrebbe potuto e dovuto giocare. Una gara di attesa, con la mentalità della provinciale che morde sulle caviglia degli avversari e che lotta su ogni pallone come se fosse quello della vita. Zielinski ed Insigne a parte, eroi della serata con le loro firme sui gol vittoria, il simbolo di questo Napoli è Diego Demme.

Il centrocampista ex Lipsia gioca bene e conferma quanto importante fosse avere un fulcro del gioco in mezzo ad un centrocampo abulico e senza ardore. Resta il problema Fabian, forse l’unica nota dolente in una serata che, per una volta, non dovrebbe lasciare strascichi polemici. Ma Fabian dovrebbe essere un valore aggiunto in questa squadra che ha bisogno anche del suo apporto. Ieri sera lo spagnolo è stato impiegato come interno destro, posto solitamente occupato da Allan, ma tra mille difficoltà.

Difettucci trascurabili in una serata importante come quella di ieri sera, dove vanno esaltate le tante note positive. Di Demme ne habbiamo parlato, ma non si può non sottolineare la bella prestazione di Insigne, gol bellissimo a parte, autore di una prova di qualità e sacrificio; di Zielinski che nel 4-3-3 di Gattuso sta ritrovando lo smalto dei bei tempi e gli inserimenti letali come nell’azione del gol.

Potremmo parlare di Callejon, autore di una prova positiva o di Hysaj che, nonostante limiti evidenti ed acclarati, ci ha messo il granbe ardore agonistico. Ma, la prova del Napoli va lodata nel suo insieme, perchè quella contro la Juventus è stata una vittoria di collettivo, di una squadra capace di ovviare ad assenze del calibro di Koulibaly, Allan e Mertens.

Cosa dire della Juventus? Forse troppo spavalda con il suo tridente e troppo fine a se stessa con il suo possesso palla piuttosto sterile. Bravo il Napoli a chiudersi a riccio ed a ripartire veloce, quando si poteva., ma indubbiamente, la partita è cambiata con l’infortunio di Pjanic e l’innesto di Rabiot, due fattori che hanno depotenziato il centrocampo bianconero. Non è un caso che il gol del Napoli nasce con un’incursione palla al piede di Insigne che si traduce nel gol di Zielinski, dopo la respinta di Szczesny.

Ronaldo ha forse giocato la sua peggior prestazione da quando gioca in Italia: per il portoghese solo lo squillo nel finale, che ha prodotto il gol del 2:1, frutto anche della disattenzione di Di Lorenzo e in un’uscita forse in ritardo di Meret. Un rilassamento dovuto al risultato acquisito, ma che poteva riaprire una partita virtualmente chiusa. Difetti che andrebbero limati per evitare spiacevoli sorprese.

Ma adesso, questa vittoria deve passare in secondo piano. Sarebbe letale il pensiero che una sola partita possa cancellare mesi di delusioni. La classifica piange ancora e l’obiettivo Europa League, quello più concreto e realistico, dista ancora parecchi punti. L’importante era dare una scossa, un segnale che questo Napoli c’è e ieri sera l’ha dimostrato. Sarà fondamentale esserci da ora in avanti. La strada è tracciata, adesso va seguita. Per lasciarsi alle spalle le troppe delusioni di questa stagione.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK