Anche il Brescia si inchina al Napoli formato-trasferta. Al Rigamonti è 2-1

Anche il Brescia si inchina al Napoli formato-trasferta. Al Rigamonti è 2-1

Nell’anticipo del Venerdì sera, gli azzurri centrano la seconda vittoria esterna di fila, agganciando momentanemente la zona-Europa. Al gol di Chancellor rispondono Insigne Fabian, nella ripresa.


Anche il Brescia s'inchina al Napoli

BRESCIA – Anche il Brescia si inchina al Napoli formato trasferta e, almeno per un giorno, gli azzurri riassaporarno il gusto e respirano l’aria della zona-Europa. Al Rigamonti, i ragazzi di Gattiso passano per 2-1, rimontando il gol di Chancellor con un rigore di Insigne e la marcatura decisiva di Ruiz.

E’ sempre di più un Napoli da esportazione, capace di mettere in bisaccia il terzo successo consecutivo in campionato lontano dal San Paolo, il quarto, considerando anche la vittoria di San Siro in coppa Italia. Non coincidenze, ma numeri che giustificano il fatto che questo Napoli, probabilmente riesce a dare il meglio quando non è soggetto alla pressione di giocare davanti al suo pubblico.

Un tabù che però va sfatato, soprattutto quando gli azzurri giocano contro squadre sulla carta “alla portata”, come il Brescia di questo anticipo del venerdì. Squadra generosa, grintosa e fortemente desiderosa di mettere punti in cascina alla ricerca di una salvezza, di giornata in giornata sempre più difficile.

Per questo, la trasferta di Brescia poteva essere una partita molto insidiosa, a maggior ragione perché, sullo sfondo si stagliava l’ombra di Messi e del Barcelona, prossimi avversari di Champions, capaci al solo pensiero, di far calare la soglia dell’attenzione e della concentrazione.

Il vantaggio bresciano firmato da Chancellor, lasciato colpevolmente libero di colpire di testa ed insaccare, poteva apparire come conseguenza di quelle distrazioni che in questa stagione vanno catalogate come “patologiche”, ma in questo caso, la squadra non si è mai scomposta. La rimonta firmata dal rigore di Insigne e dal capolavoro balistico di Ruiz testimoniano un piccolo passo avanti dal punto di vista della maturità: il Napoli non si è mai scomposto nel tentativo di riprendere il risultato, offrendosi il fianco alle ripartenze bresciane.

A proposito di Fabian, la crescita del Napoli va di pari passo con quella dello spagnolo che, gradualmente, sta ritrovando la forma giusta e quei lampi di classe che lo hanno reso uno dei prospetti futuri più interessanti del panorama europeo. Il sinistro a giro, perfetta fotocopia della rete realizzata al Meazza è da cineteca. Un pezzo forte che la mezzala avrebbe bissato dopo una manciata di minuti, se Joronen non si fosse opposto con altrettanta bravura.

Ma per il momento, va bene così. Ci si accontenta e se si pensa ad un mese fa, ci si rende conto che non è poco. Gattuso pensa ai 40 punti, e fa bene, perchè a questo Napoli, “aristocratico” come quello di inizio stagione, fa bene masticare scorze di pane duro. Una squadra che Gattuso sta trasformando in squadra “operaia”, fatta di pochi fronzoli ma concreta a sufficienza per raggiungere certi target, non certamente quelli prefissati ad inizio stagione.

Il prossimo step sarà quello di confermare la striscia positiva al San Paolo dove, come detto, il Napoli patisce fin troppo le difficoltà legate all’obbligo tecnico e morale di fare punti davanti al pubblico di casa cercando di giocare anche un discreto calcio. Talvolta è un problema di motivazioni, di sottovalutazione dell’avversario o di sopravvalutazione di se stesso. Qualsiasi cosa possa essere, sarebbe meglio svestirsi di queste pessime abitudini finchè si è in tempo. Adesso c’è il Barcelona, una di quelle partite che si preparano da sole; di quelle dalla carica emotiva senza limiti.

Partite che hanno il sapore dell’Europa che conta, quelle che il Napoli ha il dovere di raggiungere. Attraverso partite come quelle di Brescia. Partite “sporche” ma dal dolce gusto dei tre punti. Ed è quello che più importa.

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