Anche il Lecce espugna il San Paolo. Il Napoli torna al buio

Anche il Lecce espugna il San Paolo. Il Napoli torna al buio

Dopo due vittorie di fila, il Napoli cade ancora tra le mura amiche. Il Lecce passa 3:2 con la doppietta di Lapadula e Mancosu. Inutili i gol di Milik e Callejon


Anche il Lecce espugna Napoli

NAPOLI – Anche il Lecce espugna il San Paolo. Parlare di tre punti buttati via è riduttivo, ma purtroppo la realtà dei fatti impone di prendere atto dell’ennesimo tonfo interno del Napoli, quarto della gestione Gattuso su cinque partite giocate al San Paolo. Il 2:3 patito a favore del Lecce fa tornare gli azzurri con i piedi per terra, semmai le due partite precedenti avessero dato adito a voli pindarici non autorizzati.

Una sconfitta amara sotto molteplici punti di vista, in primis perchè con una vittoria i partenopei avrebbero potuto sfiorare la zona Europa League, tenendo con un occhio vigile verso la Champions, che adesso, a seguito di questa sconfitta, dista ben 12 punti. Forse un distacco, a questo punto, incolmabile.

In secundis, l’atteggiamento supponente di una squadra che nonostante una chiara ed evidente superiorità tecnica, non riesce quasi mai ad essere incisiva come dovrebbe. E quando riesce ad esserlo, come a Genova, riesce comunque a rovinare quello che di buono riesce a costruire.

Al San Paolo, la storia parla di una squadra che attacca, domina in larga parte del primo tempo, ma sprecando praticamente tutto quello che si può sbagliare. Milik, Zielinski ed Insigne, errori su errori che pesano gravemente sul computo finale. Persino nell’azione del gol, Milik rischia di sbagliare a meno di un metro dalla porta; la fotografia perfetta della partita, ovvero le difficoltà estreme di una squadra quando si tratta di concludere a rete. Una tendenza quasi cronica all’autolesionismo più efferato.

Gli ingressi di Mertens, Callejon e Lozano, al posto di Lobotka, Insigne e Politano hanno smosso le acque ma non abbastanza per ripristinare il risultato sui giusti binari. A proposito dei nuovi innesti di Gennaio: il regista slovacco fatica ancora a trovare la giusta posizione nel centrocampo azzurro, lasciando poche tracce del suo operato nel corso della gara. Meno ancora Politano, forse non ancora padrone dei compiti che Gattuso gli affida.

Peggio dell’attacco c’è solo la difesa: con i tre gol di oggi, sono ben 15 le reti incassate dal Napoli in otto partite sotto la gestione Gattuso, quasi due reti a partita per una media da retrocessione. Urge un’inversione di rotta repentina ed instantanea. Nonostante il rientro di Koulibaly (e di Maksimovic) proposti simultaneamente dal primo minuto, la difesa partenopea presenta le solite distrazioni ed i soliti cali di concentrazione.

Sono bastati Lapadula e Falco per mandare in crisi il fragile apparato difensivo ordito da Gattuso. Per l’attaccante una doppietta che ridicolizza, in un colpo solo, l’intera retroguardia azzurra, per il trequartista una partita di grande qualità, mettendoci lo zampino sulle due marcature del centravanti.

Grandi colpe del Napoli, vero, ma il Lecce, va detto, è venuto al San Paolo a fare la sua partita, di sofferenza e cinismo nel primo tempo, ma assolutamente autorevole nel secondo tempo, allorquando i gol segnati avrebbero potuti essere anche più di tre.

Uno smacco ed un’umiliazione ma che deve essere presa a mo’ di lezione per il futuro. Inutile giocare bene e vincere partite come contro la Juventus se poi si gioca così contro il Lecce o, in parte come contro la Sampdoria.
La sconfitta contro il Lecce certifica le difficoltà del Napoli di imporsi nel risultato e nel gioco quando c’ da fare la partita. Più a suo agio, quando invece può affrontare una partita da “provinciale”, chiudendosi e ripartendo.

Ma, se questo atteggiamento può essere perseguibile contro squadre più forti come Juventus (o Liverpool), non lo sarebbe altrettanto contro squadre come Lecce o Sampdoria, contro le quali il Napoli, il più delle volte, offre il fianco alle altrui offensive.
Difatti, l’idea tattica di Gattuso, ad inizio ripresa, di inserire un attaccante (Mertens) per un mediano (Lobotka) per cercare di recuperare il risultato, ha portato effetti benefici nell’immediato, per poi diventare un boomerang, esponendo la squadra agli attacchi, sempre più frequenti e pericolosi del Lecce, diventando sempre più fragile.

Fragilità alle quali si chiede a Gattuso di porre rimedio quanto prima. Il calendario offre ancora una serie di partite nelle quali il Napoli è obbligato a fare tanti punti, sebbene le attenzioni si sposteranno anche su Coppa Italia e Champions League. Il pericolo di deconcentrarsi è lì, dietro l’angolo; il Napoli è nella fase cruciale della stagione, dove ogni partita è quasi una sentenza. Bisognerà sbagliare il meno possibile e si comincia già dalla prossima, leccandosi ancora le ferite di questa sconfitta che brucia più delle altre, perchè va a frenare fin troppo rapidamente l’abbozzo di rincorsa all’ Europa. Non definitivamente. Almeno speriamo.

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