Coronavirus, tutto quello che si sa di Covid-19: soggetti più a rischio, guarigione e rischio di mortalità

Coronavirus, tutto quello che si sa di Covid-19: soggetti più a rischio, guarigione e rischio di mortalità

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie ben più gravi


Ormai da settimane siamo in ansia per l’arrivo del Coronavirus. Ma cosa conosciamo di COVID-19 e quali sono le persone più a rischio?

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico.(Guarda qui) 

Sono stati identificati a metà degli anni ’60 e sono noti per infettare l’uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

In realtà, il ceppo che sta investendo tutta la popolazione mondialefa paura perchè è nuovo e non è mai stato identificato prima.Generalmente i sintomi sono lievi ed a inizio lento. Alcune persone si infettano ma non sviluppano sintomi né malessere.

La maggior parte delle persone (circa l’80%) guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali. Circa 1 persona su 6 con COVID-19 si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache. Al momento il tasso di mortalità è di circa il 2%. (Fonte OMS)

In base ai dati dello studio “Vital Surveillances: The Epidemiological Characteristics of an Outbreak of 2019 NovelCoronavirus Diseases (COVID-19)” pubblicato sulla rivista scientifica Chinese Journal of Epidemilogy, che includenell’analisi tutti i 72.314 individui con diagnosi di COVID-19 dell’11 febbraio 2020, si evidenzia che il maggior rischio di mortalità è tra gli ultraottantenni. In realtà è da tener presenti che il tasso di mortalità è dato da numero di decessi / numero di casi, e rappresenta la probabilità di morire se infetto dal virus.    

Inoltra, il tasso si dimezza, tra i 70-79 per poi annullarsi alla fascia 0-9 anni.

Ma i dati cambiano in caso di comorbidità, cioè in presenza di patologie croniche e condizioni cliniche preesistenti.

Il tasso di mortalità è maggiore in caso di malattia cardiovascolare circa 10,5%, seguito da diabete 7,35% malattia respiratoria cronica 6,3 percento, ipertensione 6,0 percento e cancro 5,6 percento.

Dai dati emersi, le regole e i consigli del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità sono un atto di civiltà e di amore verso se stessi e verso la comunità.

Giovanna RiccardiDOTT.SSA GIOVANNA RICCARDI

Farmacista, Biologa, Nutrizionista

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