Il gioiello di Fabian illumina il Meazza. Il Napoli “operaio”batte Conte

Il gioiello di Fabian illumina il Meazza. Il Napoli “operaio”batte Conte

Il grandissimo gol del centrocampista spagnolo regala al Napoli il primo round della semifinale di coppa Italia. Partita intensa e poco spettacolare, ma il Napoli resiste all’assedio interista


Il gioiello di Fabian decide la partita

MILANO – Il gioiello di Fabian illumina il Meazza. Di meglio non si poteva chiedere a questo Napoli, capace di sbancare San Siro e mettere a fuoco la finalissima, che dovrà passare attraverso altri novanta minuti di altrettanta sofferenza, come quelli vissuti al Meazza. Ma va bene così, ci mancherebbe altro.

Non che ci si dovesse aspettare un altro tipo di partita e di approccio: Gattuso avrebbe impostato un Napoli improntato sulla difensiva, sull’imperativo “Primo: non prenderle”, e poi sperare nelle poche controffensive efficaci che gli azzurri sarebbero poi riusciti a creare.

In effetti, è andata così e guai a lamentarsi. Il Napoli, che in questa stagione ci ha abituato ad un’altalena di rendimento che definirla vertiginosa è un eufemismo, si conferma castigatrice di top team. E in questo inizio di 2020, dopo Lazio e Juventus, anche l’Inter si aggiunge alla lista.

La vittoria del Napoli è figlia di una prova gagliarda e solida, fatta di corsa e sacrificio, ben preparata a tavolino da Gattuso e ottimamente trasformata dalla squadra da idea in fatti. In quel 4-5-1 mascherato dal 4-3-3, si può dire, è stata la chiave tattica che ha imbrigliato l’Inter, mai realmente pericolosa se non in qualche circostanza isolata.

Se qualcuno ha storto il naso per qualche scelta apparentemente azzardata, come quella di Elmas alto a sinistra, la rinuncia a Koulibaly e il rientro di Fabian sulla mediana, il ritorno di Mertens nella posizione di centravanti si è poi dovuto ricredere davanti ad un risultato di fondamentale importanza come quello ottenuto.

Non è tutto oro ciò che luccica, ed anche in una serata importante e vittoriosa, vanno comunque sottolineati alcuni aspetti non positivi: la ricerca quasi ossessiva di una costruzione del gioco che parte dal basso. In quel senso, il Napoli deve lavorare moltissimo, poichè oltre a costruire relativamente poco, in termini di manovra, sono stati davvero troppi i palloni regalati all’Inter.

Inoltre, il centrocampo del Napoli ha vissuto una serata di grande sofferenza: troppo schiacciati verso la difesa con la conseguente impossibilità di catturare palloni che ha permesso all’Inter ampi margini di manovra, fortunatamente non sfruttati. Demme ingabbiato da Brozovic e Barella, Ruiz e Zielinski pesci fuori dall’acqua, sovrastati fisicamente dai dirimpettai nerazzurri.

Paradossale che il gol vittoria lo abbia siglato proprio Fabian, fino a quel momento uno dei peggiori del Napoli. Poi un guizzo, e quel sinistro che lo spagnolo torna a far brillare, collocando il pallone in un angolo impossibile da raggiungere da Padelli, stavolta incolpevole dopo gli erroracci del derby.

Un lampo nel buio, il gol di Fabian, una lezione di cinismo, che il Napoli, almeno per una volta, riesce ad impartire e non a subire. Anzi, più di una volta: la partita contro l’Inter somiglia tantissimo a quella di Anfield, contro il Liverpool, dove gli azzurri giocarono l’intera partita dietro la linea del pallone.

Un’altra conferma di come il Napoli riesca ad esaltarsi quando deve interpretare la partita con la mentalità della provinciale che lotta su ogni pallone, mordendo le caviglie degli avversari e respingendo gli assalti avversari alzando muraglie difensive con linee molto raccolte e compatte. Non bello a vedersi, ma estremamente pratico.

Ne fa le spese l’Inter, mai realmente pericolosa dalle parti di Ospina, nonostante un predominio territoriale decisamente marcato, ma altrettanto sterile. Pochi i tiri vero la porta di Ospina, perchè Lukaku e Lautaro sono stati bene arginati dalla difesa azzurra, dopo qualche titubanza iniziale. Neppure l’innesto del decantato Eriksen ha cambiato le carte in tavola.

E dunque, il Napoli guarda con fiducia al ritorno della semifinale, prevista al San Paolo il 5 Marzo. Un banco di prova forse ancora più impegnativo, avendo di fronte un Inter che difficilmente accetterà i ritmi bassi imposti dal Napoli, dovendo ribaltare lo 0:1 del Meazza. Ma ci sarà tempo per pensare all’Inter. La testa deve volgere immediatamente al Cagliari, un altro treno importante per la rincorsa all’Europa, che gli azzurri non dovranno mancare.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK