Un Napoli alla ricerca della leadership perduta

Un Napoli alla ricerca della leadership perduta

Domenica gli azzurri a Cagliari per ritrovare continuità di risultati dopo la clamorosa sconfitta col Lecce


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Le difficoltà che stanno vivendo gli Azzurri passano soprattutto dalla mancanza di un leader forte in campo

L’ennesimo capitombolo di questo Napoli, uscito recentemente sconfitto con il risultato di 3 a 2 contro il Lecce, può essere spiegato in mille modi: mancanza di concentrazione, centrocampo incapace di operare da filtro davanti alla difesa, reparto arretrato piuttosto statico, superficialità nei disimpegni, troppe occasioni da goal divorate e potremmo così continuare! Se queste sono solo alcune carenze che abbiamo riscontrato osservando da vicino il (purtroppo) pessimo spettacolo che gli Azzurri hanno messo in scena domenica con i giallorossi, crediamo che il vero problema del team allenato da Rino Gattuso sia l’assenza di un leader forte in campo; ad oggi riteniamo infatti che non ci sia un giocatore che sia capace di caricarsi sulle spalle tutta la rosa quando le cose vanno male. Se tale affermazione non fosse veritiera, come si spiegherebbe allora la fragilità di questo Ciuccio che al primo errore va totalmente nel pallone e dimentica improvvisamente come fare per imporre il proprio predominio? Evidentemente la formazione partenopea pecca proprio nella mancanza di leadership e tutto ciò si rivela essere molto dannoso. Si potrebbe obiettare che una guida in realtà esiste già e si chiama Gennaro Gattuso. Sebbene il coach sia famoso per la grinta che sa trasmettere alle squadre che allena, crediamo che il vero “governatore carismatico” dovrebbe calcare direttamente il terreno di gioco. Oltre a dare indicazioni su come stare in campo, quest’ultimo dovrebbe incitare i compagni quando sbagliano e contemporaneamente ammonire gli stessi quando smistano la palla con leggerezza. Nessun player azzurro si sta occupando di tali incombenze e la squadra sta lentamente conoscendo il sapore amarissimo di un campionato anonimo a cui ormai non c’è quasi più nulla da chiedere.

Il ruolo del Capitano Leader

Non ce ne voglia Insigne, oggi detentore della fascia da capitano, ma Marek Hamšík è stato, almeno dal nostro punto di vista, l’ultimo vero condottiero di questa squadra ed allo stesso tempo un leader silenzioso che veniva ascoltato all’interno dello spogliatoio. L’attaccante partenopeo, grandissimo bomber e realizzatore di primissimo piano, non possiede quel carisma di cui necessita oggi il Napoli, team che vive un periodo di crisi dietro l’altro. La partita con il Lecce ha già messo nuovamente in mostra quanto la formazione Azzurra sia fragile, e domenica l’avversario contro cui vedersela sarà un certo Cagliari. I rossoblù, dopo una parte di stagione in cui gareggiavano per provare ad ottenere un pass per l’Europa League 2020-2021, oggi fanno molta fatica ad esprimere un calcio convincente, forse anche più del Ciuccio. Per questo motivo il match tra Cagliari e Napoli vede quest’ultimo leggermente favorito. Come avrete notato, insistiamo molto sul fatto che i partenopei siano una formazione priva di una bussola da seguire perché se solo disponessero di una leadership forte potrebbero certamente perdere, soprattutto se i valori in campo risultassero sbilanciati in favore dell’avversario, ma sempre a testa alta. La sconfitta con i giallorossi è figlia dell’assenza della figura di un vero e proprio Capitano Leader. Ecco cosa manca a questo Napoli, al di là delle carenze di cui vi abbiamo fatto menzione all’inizio del primo paragrafo. Un “nuovo Hamšík” potrebbe, con le sue forti e decise parole, ridare forza ad un ambiente che vive nell’incertezza rispetto a quale risultato otterrà di volta in volta.

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La forza del gruppo

Avendo appurato che gli Azzurri non dispongono ad oggi di un leader in campo su cui contare, allora è necessario che il gruppo, nella sua interezza, si ricompatti ed al più presto. Se tutti i giocatori a disposizione di mister Gattuso diventassero come un corpo unico coeso, con la medesima volontà di superare ogni avversario e lo stesso desiderio di sognare in grande, ecco che il Napoli potrebbe davvero sopperire alla mancanza di leadership. In questo caso l’apporto del coach diviene fondamentale: “cementare” la rosa è il miglior modo per riuscire a trasformare un insieme di buoni giocatori in una squadra nel vero senso della parola. Nella nostra immaginazione desidereremmo che i calciatori partenopei divenissero alla stregua di una équipe specializzata che si muove all’unisono quando deve difendere e che pensa con una sola testa quando invece deve attaccare. Così facendo, figuracce come quelle rimediate contro il Lecce sarebbero solo uno sbiadito ricordo.