Anche il Napoli cerca risposte nel calcio che brancola nel buio

Anche il Napoli cerca risposte nel calcio che brancola nel buio

Il momento di crisi generale mette il calcio in secondo piano, ma non per chi vive il calcio come passione. Il Napoli c’è sempre anche se non presente sui campi da gioco. E in questo momento di grande confusione, cerca risposte sul suo futuro


Anche il Napoli cerca risposte

Anche il Napoli cerca risposte nel calcio che brancola nel buio. Difficile in un momento delicato come questo, altrettanto trovare taluni spunti di riflessione in un momento così drammatico e così altrettanto drammaticamente vuoto dal punto di vista di un pallone che rotola e ventidue uomini che la inseguono, su e giù per un campo.

Eppure, proprio in virtù di quest’emergenza, è proprio la passione per lo sport, per il calcio come per qualsiasi altra disciplina, che deve aiutare a vincere momenti di particolare sconforto. Ed allora parliamo del nostro Napoli, che resta una delle passioni che neppure una pandemia riesce ad offuscare e a mettere da parte.

Dunque, ci chiediamo, cosa sta succedendo in quel di Castelvolturno? La prima risposta che viene spontanea dare è “Niente di interessante”. Niente partite, nessun allenamento, per fortuna rientrata la folle idea di riprendere il 22 Marzo, ma quello che bolle in pentola, riguarda sicuramente l’immediato futuro, nell’attesa di decifrare e capire quale sarà il destino di questa stagione che, come si vocifera, potrebbe essere terminata anzitempo.

Se così sarà, e si decidesse di “congelare” l’attuale classifica, il Napoli riuscirebbe a strappare un pass per l’Europa League per i capelli: il sesto posto che gli azzurri si erano garantiti prima della sosta forzata è figlio dell’ultime settimane di gare, quando la squadra di Gattuso stava costruendo qualcosa di simile ad una striscia di vittorie consecutive.

La bella favola si è interrotta con la vittoria sul Torino e da allora, era il 29 Febbraio ma sembra passato un lustro, le vicende legate al calcio giocato sono passate via via in secondo piano, lasciando sempre più spazio alla cronaca (calcistica) permeata dalla confusione e dal caos di cui i nostri burocrati del pallone sono insigni maestri.

Parlano in tanti, parlano troppo, ma chi, sorprendentemente si sta sottraendo alla baraonda mediatica di queste settimane è il presidente De Laurentiis. Eccezion fatta per la folle idea (ribadiamo il concetto) di voler riprendere gli allenamenti la scorsa settimana, poi rientrata, non è mai giunto, in questo periodo, un suo chiaro pensiero su quello che succede nel suo Napoli e attorno ad esso.

Si lavora su un Napoli da rivoluzionare, ma questa non è una novità dell’ultim’ora. La mancata qualificazione in Champions (dando per scontato che i partenopei non l’avrebbero raggiunta in condizioni di gioco normali) fa sì che il badget sui si dovrà impostare la campagna acquisti sarà notevolmente ridotto come, del resto, il denaro ricavato dalle eventuali cessioni di qualche “big” in piede di partenza. Per non parlare poi, della querelle che, inevitabilmente, innescheranno le varie piattaforme a pagamento, che (ri)chiederanno parte degli emolumenti già versati nelle casse dei 20 clubs di Serie A, a causa della mancanza “materiale” di prodotto da trasmettere.

In virtù di tali motivazioni, De Laurentiis, si capisce, sarebbe a favore di un’eventuale ripresa del torneo, pur di non veder svalutare il suo capitale, essere costretto a restituire parte dei ricavi ricevuti dalle pay-tv e rinunciare a cuor tutt’altro che leggero agli eventuali incassi derivanti dal pubblico del San Paolo. Patate bollenti come lava.

Sarà curioso capire come la società si muoverà nei confronti dei calciatori in vista di un eventuale taglio degli stipendi, procedura che, avviata dalla Juventus in Italia e del Barcelona in Spagna, si diversifica di club in club, secondo accordi stretti tra dirigenza e calciatori; sui calciatori del Napoli, infatti, pende la spada di Damocle delle multe comminate dalla società in seguito all’ammutinamenti di Novembre, ancora sotto il vaglio del Collegio per le quali non si è ancora pronunciato e dunque un capitolo che non ha ancora trovato la sua conclusione.

Una conferma delle suddette multe ed un altro eventuale ridimensionamento dello stipendio, a salvaguardia del bilancio societario, probabilmente non verrebbero presi troppo bene dalla compagnia azzurra che già, di quelle multe, ne hanno fatto motivo per cui questa stagione non si sviluppata come preventivato alla vigilia. Si attendono ulteriori sviluppi ed eventuali novità sia da parte del Colleggio Arbitrale, sia da parte della società partenopea nei confronti dei suoi calciatori.

Eventualmente, ci si potrebbe dilungare sul calciomercato, ma è così difficile prevedere le mosse del Napoli, rese ancora più enigmatiche dall’interruzione forzata della stagione. Difficile prevedere chi resta, chi parte e chi arriva. Di sicuro, Petagna e Rrahmani sono da ritenersi ufficialmente del Napoli a partire da Luglio, ma un’eventuale ripresa del campionato (difficile, ma giusto per tenere in consideraazione tutte le ipotesi) dopo Giugno, spingerebbe forse a prorogare tutti i trasferimenti già ufficializzati durante l’ultima sessione di mercato.

Tra qualche giorno, magari, quando la FIGC, la Lega Serie A o il Governo, decideranno le sorti del campionato 2019-2020, probabilmente le strategie della società saranno più chiare. Gattuso, Giuntoli e De Laurentiis avranno modo di sedersi a tavolino (sperando senza mascherine e guanti in lattice) e discutere il da farsi. Fino a quel momento, tutti (nessuno escluso) brancolano nel buio. In attesa della luce.

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