Calma piatta in casa Napoli. Ma quanti dubbi sull’attacco che sarà

Calma piatta in casa Napoli. Ma quanti dubbi sull’attacco che sarà

In attesa della riapertura del campionato, una sintesi di quella che è l’intricata situazione del reparto offensivo partenopeo, permeato dai dubbi di chi vuole restare e chi vuole andar via


calma semi-piatta in casa Napoli

NAPOLI – Calma semi-piatta in casa Napoli, in attesa della ripresa degli allenamenti e del rientro in campo. Quando avverrà non c’è ancora data ultima, chi ipotizza gli inizi di Maggio se l’emergenza CoVid-19 subirà una netto calo, altrimenti si vedrà.

A Napoli, o per meglio dire, nel Napoli qualcosa accade ed in mancanza di palloni che rotolano e reti che si gonfiano, è il mercato la voce più gettonata e non potrebbe essere altrimenti.

Dragando nell’universo calcistico di casa Napoli, le ultime novità riguardano Insigne e la rottura con il suo ormai “ex” agente Mino Raiola. Notizia che fa scalpore, in quanto segna un evento che va in totale controtendenza con la normalità del calcio nostrano: il famigerato agente italo-olandese rappresenta il gotha dei procuratori, grande di stazza come grande la sua capacità di garantire ai suoi assistiti lauti emolumenti provenienti da contratti milionari, nonostate carriere non propriamente redditizie sotto il profilo più genuinamente sportivo. Appare strano, dunque, che un calciatore di alto richiamo nazionale (capitano del Napoli, titolare in Nazionale) abbia rinunciato così a cuor leggero alle prestazioni professionali del buon Raiola.

Naturalmente, le ipotesi sulla rottura si sprecano ed è difficile separare una versione ufficiale dalle tante altre ufficiose. Di ufficiale, e dunque fatto acclarato che Lorenzo Insigne è alla ricerca di un nuovo agente che lo rappresenti, e tra i più accreditati alla successione di Raiola, appare il nome di Francesco Totti, fresco di patta nel mondo degli agenti calcistici, proprietario da qualche settimana della sua nuovissima agenzia di scouting. Che sia proprio Insigne il suo primo “cliente”?

La separazione di Insigne da Raiola, lascia presagire, inoltre, ad un probabile rinnovo di contratto, che dovrebbe legarlo “a vita” in maglia azzurra. “Chissà che Raiola sia stato ingaggiato da Insigne andare via da Napoli e che la mancanza di offerte dei grandi top-clubs sia stata causa, o una delle cause, della rottura tra giocatore e agente”? E’ la conclusione a cui in parecchi sono giunti e non è escluso che in questo pensiero ci possa essere un fondamento di verità, che non sarà mai svelata completamente.

Da un attaccante all’altro. Da Insigne a Milik. Il centravanti polacco sembra essere sempre più ai margini del nuovo Napoli. Nell’aria non si sente profumo di rinnovo, e con un contratto in scadenza del 2021, la sensazione che prevale in queste settimane è che il Napoli e Milik separeranno i loro destini al termine di questa stagione infinita e tormentata. Molto forte, in queste settimane, è stato registrato l’interesse del Milan che, dopo il fallimento Piatek, vorrebbe affidare l’ennesimo tentativo di risalita ad un altro polacco. Oltre ai rossoneri, piste estere portebbero il numero 99 azzurro a Gelsenkircken (Schalke 04) e più tiepidamente a Madrid (sponda Atletico).

Per il momento voci di corridoio, nient’altro che timide congetture che in pieno Aprile sono più che un’abitudine nel mondo del calcio. Ma c’è ancora una buona porzione di stagione da giocare (se si giocherà) nella quale Milik ed il Napoli potrebbero rivedere le loro posizioni. Certo, cedere il polacco costringerebbe De Laurentiis a muoversi con una certa vigoria sul mercato degli attaccanti. E’ stato preso Petagna, ma non si può pensare di affidare le sorti dell’attacco azzurro al centravanti della SPAL, che è un giocatore discreto e che nel Napoli del futuro potrebbe interpretare il ruolo della comparsa a gettone se non addirittura messo sul piatto della bilancia, in un eventuale scambio di contropartite tecniche.

Nel frattempo, Gattuso si affiderà ancora ad Arek, per questo finale di stagione. Calciatore a cui va dato atto di aver dato tanto alla causa partenopea, non solo in termini di segnature, ma anche fisici, sacrificando due legamenti crociati in due infortuni terribili che avrebbero stroncato la carriera di molti calciatori. Questo e l’assoluta educazione ed il rispetto per compagni, mister e società, mai alzando la voce, mai insaprendo toni ed alimentando polemiche, nonostante nel Napoli non sia mai stato benedetto dai crismi della titolarità inamovibile, nonostante fosse stato acquistato per sostituire uno come Higuain, Il capitolo Milik-Napoli è ancora, comunque, ancora tutto da leggere, in attesa di un finale che dovrebbe essere scritto sicuramente nel corso di questo 2020. In un senso o nell’altro.

Altro capitolo che sembrava essere stato scritto, lieto fine di una favola che vede un giovane belga che zitto zitto, quatto quatto, a suon di reti diventa il re dei marcatori di ogni epoca del Napoli. Quel Dries Mertems che avrebbe dovuto apporre la firma sul rinnovo del contratto per altri due anni, a circa quattro milioni l’anno e che invece fatica, nel silenzio di questa quarantena, ad arrivare.

Quello che doveva essere un affare già pienamente definito, diventa ogni giorno che passa un enigma dalla soluzione sempre più complessa. Sul talento di Lovagno si registra l’interessamento di una squadra nuova ogni giorno che passa: dall’Inter all’Atletico Madrid, dal Chelsea al Monaco. Insomma, su Mertens ci sarebbe la fila se il numero 14 decidesse di salutare Napoli, città che per stessa ammssione di Mertens ha eletto a sua seconda casa. E dunque, cosa c’è che lo fa ancora tentennare? L’attesa di offerte ancora più proficue? O semplicemente capire se, effettivamente e affettivamente, c’è ancora volontà, motivazione e voglia di continuare in maglia azzurra? La mancanza della Champions League per la prossima stagione e la ferita ancora non cicatrizzata delle multe restano altri validi motivi per cui Mertens potrebbe ritornare a Napoli solo da avversario o da turista.

Sorti che potrebbero toccare a Lozano, al termine di questa infausta stagione. Da acquisto più costoso della storia del Napoli a flop è questione di pochi mesi, nei quali il messicano ha dovuto pagare colpe forse non totalmente sue, vittima di equivoci tattici uno dietro l’altro. Chissà che nell’ultimo scorcio di stagione el Chuky possa ritagliarsi una sua piccola vetrina dalla quale possa catturare lo sguardo interessato qualche club spagnolo o inglese, i clienti, come dire, più interessati. Di sicuro, comunque andrà, De Laurentiis non potrà sperare, neppure nei sogni più belli, di poter ricavare da un’eventuale cessione del messicano più di quanto abbia speso. Dopo una sola stagione, il valore di Lozano si è quasi dimezzato, complice non solo lo scarso rendimento sportivo ma anche le circostanze post-CoVid che porteranno ad un decremento dei valori globali delle valutazioni dei calciatori, in generale.

Aggiuggendo anche Callejon, in scadenza di contratto e lontano dal rinnovo, tirando le somme, res sic stantibus, in attacco ci potrebbe essere una rivoluzione: nessuno è sicuro di rimanere a meno che non lo voglia. Questioni di importanza strategica fondamentale per una stagione prossima che il Napoli non dovrà sbagliare, ma se attualmente l’unica certezza in attacco si chiama Petagna, senza nulla togliere al ragazzo, qualche cenno di preoccupazione può anche essere giustificato.

Andasse via Milik, o Mertens, o addirittura entrambi, la società dovrebbe (deve) investire pesantemente sul reparto, ma l’ingognita del budget a disposizione è abbastanza difficile da svelare, per tanti motivi, sia sportivi che legtai alle conseguenze di quest’emergenza. Quali sarebbero i nomi caldi, candidati alle eventuali sostituzioni? Qualche illazione si spende sempre volentieri nell’ambiente, ma è altrettanto prematuro parlare di acquisti quando ancora non si ha un quadro più cristallino della situazione. I nomi di Cavani e di Icardi, ad esempio, sono sempre di attualità, affiancati di tanto in tanto da varie new-entries che si alternano di giorno in giorno, Immobile, poi Belotti, per passare da Diego Costa. Insomma, nel calderone ci finiscono un bel po’ di nomi; sarà curioso poi capire che gusto avrà il mestolo di brodo che si tirerà su.

Si attendono schiarite, in linea di massima, prima dal mondo del calcio, poi dal Napoli; solo al diradarsi delle nuvole, si potranno avere più chiare idee ed intenzioni. Noi, possiamo solo attendere.

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