Coronavirus, partiti i test rapidi per tutti gli operatori sanitari

Coronavirus, partiti i test rapidi per tutti gli operatori sanitari

l test è da considerarsi un aiuto per la diagnosi di Covid-19, che a sua volta dovrà essere confermato dal tampone


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La Regione Campania da il via, per la gestione dell’emergenza Covid-19, all’utilizzo dei test rapidi per il personale sanitario esposto al virus. I test verranno utilizzati nella prima fase del protocollo, insieme alla RT-PCR su tampone, per l’individuazione precoce degli infetti, iniziando con i soggetti sanitari maggiormente esposti. Questo è quanto si afferma nel Comunicato Stampa della Regione Campania del 30/03/2020.

In cosa consistono i test rapidi?
I test si basano sulla determinazione qualitativa degli anticorpi IgM e IgG: in poche parole va a valutare la presenza delle immunoglobuline, la cui presenza è indicativa di un’infezione in atto o pregressa. Per Covid-19 le IgM, che sono le immunoglobuline alla prima risposta dell’organismo ad una nuova infezione, dovrebbero comparire tra i 3-5 giorni dal contagio, ma non si sa ancora molto. I test non sono semplicissimi da eseguire, e dopo aver prelevato un campione di sangue o siero attraverso polpastrelli, sarà posto su un pozzetto presente sul test e dopo 15 minuti si valuterà la formazione delle bande. A seconda della formazione di bande significherà che il paziente è positivo o no. In realtà la positività non indica che, il paziente al momento del test abbia il coronavirus, ma significa che puó essere entrato in contatto con il virus anche precedentemente.

Nonostante tutto però, questi test non sono in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità per la diagnosi rapida nei pazienti che sviluppano COVID-19. Quindi, non possono sostituire il test classico basato sull’identificazione dell’RNA virale nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo”, motivo per cui i test rapidi verranno utilizzati inizialmente in via preliminare per tutti gli operatori sanitari esposti alle aree:

  • Area COVID-19
  • 118

E soprattutto saranno effettuati da personale sanitario opportunamente formato. Il test, quindi, è da considerarsi un aiuto per la diagnosi di Covid-19, che a sua volta dovrà essere confermato dal tampone, basato sull’identificazione dell’RNA virale nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo. Materiale che sarà prelevato attraverso bastoncino di cotone dal muco nasale e dalla saliva, posto in provetta contenente gel, che a sua volta sarà sottoposta a metodica molecolare, la RT-PCR (reazione a catena della polimerasi inversa).

Giovanna RiccardiDOTT.SSA GIOVANNA RICCARDI

Farmacista, Biologa, Nutrizionista

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