Covid-19, l’infettivologo Bassetti: «Il virus si è indebolito, chi lo nega è un catastrofista»

Covid-19, l’infettivologo Bassetti: «Il virus si è indebolito, chi lo nega è un catastrofista»

Oggi la chiusura delle regioni d’Italia ha poco senso


bassetti

“Mi pare che continuino ad arrivare buone notizie, anche se ad alcuni non piacciono”. E’ ottimista il nuovo commento alla situazione postato sulla sua pagina Facebook da Matteo Bassetti, responsabile della clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova e in proma linea contro il coronavirus sin dal primo momento.

“Sembra abbastanza evidente ai più che ci sia una minor circolazione di SarsCoV-2 rispetto a qualche settimana fa. Prova ne è che i ricoveri ospedalieri e il numero di persone che rimangono a casa con sintomatologia compatibile con COVID è drasticamente diminuito.

Questo è quello che abbiamo osservato noi e che osservano anche i colleghi impegnati sul campo nelle altre regioni italiane. Sono le segnalazioni di quei medici sia ospedalieri che territoriali che hanno visto il virus in faccia e lo hanno affrontato. Sono questi medici che lo conoscono di più avendogli anche preso le misure e che andrebbero ascoltati maggiormente”.

“Altro dato molto importante – prosegue Bassetti – lo riportano i colleghi del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili di Brescia dove è stata isolata una variante più buona, estremamente meno potente di Sars-CoV-2. Un pò come se fosse mutato in meglio: non più la bomba biologica di marzo e aprile che uccideva in pochi giorni, ma un virus meno devastante, meno aggressivo e meno letale”.

Questa osservazione, che andrà suffragata anche dagli altri straordinari laboratori di virologia presenti in Italia, secondo Bassetti:  “conferma due osservazioni fatte dai medici che sono stati in prima linea fin dal principio: il virus ha perso numeri e forza. Questo mi conforta molto, anche se le buone notizie sul COVID non sembrano essere sempre gradite”.

“ITALIA CHIUSA HA POCO SENSO” 

«Questa Italia chiusa ha poco senso. Qualcuno deve aver preso un abbaglio, sembrano diventati tutti virologi», osserva l’infettivologo, che partendo dalla convinzione che il virus si sia indebolito si chiede: perché accanirsi prorogando le chiusure delle regioni? «Questo bisogna chiederlo ai politici», risponde. Si potrebbe pensare che dietro i catastrofismi ci sia un interesse di natura economica? Perché alimentare la tensione sul virus? «Io vorrei rispondere a domande inerenti alla mia materia – precisa il medico – sono stufo di fare la parte del capocordata dei polemici».

«Certi atteggiamenti di chiusura sono incomprensibili. Non dico di togliere le mascherine e andare tutti allegramente a bere spritz, ma da cittadino vedo grossi problemi all’uscita da questo lockdown». «Vediamo riemergere Hiv, tubercolosi, ictus e infarto. Siamo sicuri che sia un bene per la sanità italiana aver trascurato questi aspetti? Sarebbe opportuno parlare anche di altro, provare a uscire dalla logica di un bollettino dei morti che è ormai anacronistico. Oggi – conclude Bassetti – siamo capaci di affrontare questo virus senza complicarci troppo la vita».