Giugliano, la tragica morte del piccolo Anthony: la piscina era abusiva

Giugliano, la tragica morte del piccolo Anthony: la piscina era abusiva

Le posizioni del padre e della sorella sono al vaglio degli inquirenti. Nei prossimi giorni l’autopsia


VARCATURO – Novità importanti emergono sulla tragedia di Varcaturo, dove lo scorso 23 maggio è annegato in una piscina di una villetta un bambino di 4 anni.

Il piccolo, secondo le prime ricostruzioni, si trovava in casa con la sorella 19enne al momento del’accaduto. I genitori non c’erano. La ragazza ha prestato i primi soccorsi e ha subito allertato i paramedici. Per il piccolo Anthony, purtroppo non c’è stato niente da fare. Inutile è risultata, infatti, la corsa verso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è giunto privo di vita. Sull’accaduto indagano i carabinieri della Compagnia di Giugliano, che nella fase iniziale hanno effettuato i sopralluoghi nell’abitazione e hanno ascoltato i familiari.

Dagli ultimissimi accertamenti è emerso che la piscina della villetta era abusiva, motivo per cui la posizione del padre è attualmente al vaglio degli investigatori.  Gli inquirenti stanno valutando anche la posizione della sorella, per l’ipotesi di culpa in vigilando, ovvero la colpa conseguente alla mancata sorveglianza, come riporta Fan Page.

Per entrambi si tratta di atti dovuti nella fase delle indagini preliminari. Nei prossimi giorni sarà effettutata anche l’autopsia sul corpo del piccolo.

r la famiglia del piccolo. Infatti, Antonio Ciotola, padre della giovanissima vittima, si è ribaltato con l’auto mentre si recava in ospedale per portare il vestito da far indossare al figlio appena morto.

 

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