Infiltrazioni camorristiche, il Viminale: “L’Asl Napoli1 Centro va sciolta”

Infiltrazioni camorristiche, il Viminale: “L’Asl Napoli1 Centro va sciolta”

Per l’attuale direttore generale, Ciro Verdoliva, nell’ottobre scorso, era stato chiesto il rinvio a giudizio insieme a 54 persone


CAMPANIA – L’Asl Napoli 1 Centro rischia seriamente lo scioglimento. Secondo fanpage.it, la decisione del Ministro degli Interno Luciana Lamorgese sulla questione sarebbe  arrivata nella giornata di ieri e dovrebbe essere ufficializzata solo la settimana prossima. Al termine delle procedure, la Asl Napoli 1 verrebbe commissariata al termine degli accertamenti della commissione d’accesso sulle infiltrazioni camorristiche.

Sarà il Consiglio dei Ministri a valutare e prendere atto della  decisione del Ministro dell’Interno, poi sarà emesso un decreto del Presidente della Repubblica che impone lo scioglimento. L’avvio dell’iter risale al 2019, all’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli sull’Alleanza di Secondigliano, cartello camorristico che avrebbe usato l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli come una “sede sociale”. Secondo le indagini, nella mani della camorra erano finiti il bar, il ristorante ed il parcheggio dell’ospedale, inoltre i boss del cartello avevano messo in piedi un sistema di prenotazione delle visite specialistiche all’interno dell’ospedale gestito direttamente dai clan, chiaramente a pagamento. Da lì l’indagine della commissione d’accesso che ha ispezionato in lungo e in largo la Asl Napoli 1.

Al tempo dell’indagine Ciro Verdoliva (in foto con il governatore De Luca), oggi direttore dell’Asl, era commissario straordinario della struttura. Proprio Verdoliva è stato l’uomo simbolo voluto da Vincenzo De Luca nella gestione dell’emergenza Coronavirus. Sempre a favore di telecamera, membro della task force istituita da De Luca in Regione Campania, Verdoliva si è esposto soprattutto sulla costruzione degli ospedali prefabbricati costati 18 milioni di euro, in particolar modo su quello costruito all’Ospedale del Mare, di cui in passato lo stesso Verdoliva è stato commissario straordinario e sul quale è aperta un’indagine della Procura della Repubblica di Napoli.

Per l’attuale direttore generale dell’Asl Napoli 1, nell’ottobre scorso, era stato chiesto il rinvio a giudizio insieme a 54 persone nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema messo in piedi da imprenditori, manager e funzionari pubblici, per trarre, secondo i giudici, vantaggi sugli appalti. Sotto la lente della Procura è finito l’appalto per le pulizie dell’ospedale Cardarelli, concesso quando Ciro Verdoliva era direttore dell’ufficio economato dell’Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli. L’udienza preliminare, saltata a causa della pandemia, è fissata per l’ottobre prossimo.

A capo dell’Asl Napoli 1 – sempre secondo fanpage.it – verrebbe nominato un commissario straordinario, indicato dalla Prefettura di Napoli, che sarà coadiuvato da due sub commissari che dovrebbero essere scelti tra i tecnici della Regione Campania e che supporterebbero amministrativamente il lavoro del commissario. Negli ultimi giorni il senatore Sandro Ruotolo aveva sollecitato il Ministro Lamorgese a decidere sullo scioglimento della Asl Napoli 1 con un’interrogazione parlamentare. L’urgenza, secondo il senatore, è quella di proteggere la struttura sanitaria da eventuali infiltrazioni camorristiche durante la gestione dell’emergenza Covid 19. Complessivamente sono 3 le inchieste della Procura della Repubblica di Napoli sulla gestione dell’emergenza Coronavirus a Napoli, sotto osservazione gli appalti per la costruzione degli ospedali prefabbricati, la concessione ai privati delle analisi dei tamponi e i fondi verso la sanità privata per la gestione dell’emergenza Covid19.