Niente alcolici dopo le 22, lettera di un commerciante a De Luca: “Così addio ai nostri sogni”

Niente alcolici dopo le 22, lettera di un commerciante a De Luca: “Così addio ai nostri sogni”

Il titolare: “Caro Governatore, Lei una famiglia l’ha già formata, noi non avremo mai la possibilità neanche di concepirla come idea


POZZUOLI – Dopo l’ultima ordinanza emanata questa mattina dal Governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha imposto il divieto della vendita di qualsiasi tipo di bevanda alcolica, di qualsiasi gradazione, dopo le ore 22:00, i titolari di bar, baretti e vinerie, iniziano a mostrare il loro disappunto.

A scrivere alla nostra redazione, un giovane di soli 25 anni che è titolare di un piccolo locale a Pozzuoli e che, dopo questa ordinanza, si vede costretto a chiudere momentaneamente la sua attività in quanto è proprio dopo le 22 che i giovani, suoi clienti, iniziano a scendere di casa per passare la serata. Con questa nuova imposizione, quasi tutti i titolari di esercizi commerciali del genere, si vedono ridotti al minimo i propri guadagni ed in alcuni casi, c’è anche chi non guadagnerà assolutamente nulla ed è costretto a rimetterci di tasca propria.

Questa la lettera al presidente De Luca che è stata inviata alla nostra redazione:

Egregio Governatore De Luca, a scriverle è un commerciante qualunque a cui pian piano gli si sta negando il diritto di portare avanti il proprio sogno… quello di lavorare rispettando le regole. Mi chiamo Antonio Nazzaro e sono co-titolare, con il mio socio Davide Intignano, di un piccolo baretto (Red Room) a Pozzuoli. Sono un ragazzo di 25 anni che ha voluto investire i propri soldi e la propria passione nel commercio con non poche difficoltà.

L’idea di aprire Red Room nacque con semplicità chiacchierando con il mio amico e socio Davide, durante una semplice e consueta passeggiata per i vicoli della mia amata Pozzuoli. Ci siamo indebitati per la nostra attività, per far sì che il nostro sogno diventasse realtà e poi finalmente, dopo tanti ostacoli ci siamo riusciti. Dopo poco ci fu imposta la chiusura per un errore comunale, una normativa “selettiva” che impone solo alle nuove e più piccole attività ulteriori spese e restrizioni e di cui ancora oggi le nostre tasche e il nostro commercio ne risentono. Superato ciò, abbiamo aperto nuovamente. I nostri sorrisi e la gioia dei nostri clienti compensava quel misto di ansie e paure che qualche nuovo ostacolo fosse in agguato.

Ma io, Davide e il nostro sogno, siamo stati più forti e siamo andati avanti lavorando sempre onestamente e a testa alta. Poi arriva il Covid-19. La chiusura improvvisa senza ricevere nulla in cambio che ci ripagasse delle nostre perdite. Ma la gravità della situazione sanitaria e della salute delle persone viene prima di tutto e, seppur con un grande dispiacere per la nostra attività, abbiamo capito e accettato. Il 18 maggio abbiamo riaperto come da Ordinanza regionale, con gioia ma con tutte le preoccupazioni per le spese annesse.

Ci ha imposto l’erogazione di bevande solo da asporto? L’abbiamo fatto. Ci ha obbligato a sanificare gli ambienti e gli impianti di climatizzazione? L’abbiamo fatto. Ci ha obbligato ad utilizzare guanti, mascherine, materiale monouso biodegradabile, misuratori di temperatura , prenotazioni online, telefoniche ecc ? L’abbiamo fatto. Ha imposto la chiusura alle ore 23 per esercizi commerciali, quali bar e baretti ? L’abbiamo fatto rispettando tutte le ordinanze che si sono susseguite. Ora ha imposto una nuova regola, la vendita di alcolici fino alle ore 22 per gli esercizi da asporto.

Caro Governatore, Lei una famiglia l’ha già formata ma andando avanti così, NOI, UNA FAMIGLIA non avremo mai la possibilità neanche di concepirla come idea. Saluti, un commerciante qualunque.

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