Ospina-Meret: quando (un numero) uno è di troppo

Ospina-Meret: quando (un numero) uno è di troppo

In vista della prossima stagione, il Napoli dovrà affrontare la questione portieri: c’è da sciogliere il nodo Meret, intoccabile con Ancelotti, riserva con l’arrivo di Gattuso


Ospina-Meret: un numero uno di troppo

NAPOLI – Ospina e Meret, storia di due numeri uno, dei quali uno è di troppo. Storia di un dualismo, sorto in questa stagione, mai sfociato in rivalità vera e propria, ma indubbiamente un problema che va affrontato e risolto al termine di questa stagione.

Certo, in una squadra di rango avere una certa qualità di calciatori in ogni ruolo ed avere l’imbarazzo della scelta ogniqualvolta che c’è da scegliere l’undici iniziale sarebbe la manna dal cielo per ogni allenatore ma, soprattutto per il delicato ruolo del portiere, le gerarchie devono essere chiare e definite.

Allo stato attuale, per Gattuso, le idee sono ben chiare: Ospina è il portiere titolare, Meret la sua riserva. Una graduatoria cambiata dopo la sconfitta interna contro l’Inter, nella quale Meret si rese protagonista di una delle sue prestazioni meno irreprensibili. Lungi dal puntare il dito contro il giovane ex-Spal e Udinese, non ci pensiamo nemmeno; resta il fatto che quella partita ha rappresentato il bivio arrivato al quale, Gattuso ha dovuto scegliere una strada da percorrere ed il mister ha, difatti, scelto: direzione Ospina.

Eppure, quando il mister calabrese parlava di “decisioni importanti da prendere e scelte da fare”, il problema del portiere non sembrava essere all’ordine del giorno. Quel Napoli, che tra Dicembre e Gennaio dispensava punti a suon di prestazioni indecenti, di falle da coprire ne aveva tante altre (e ne ha ancora, giusto per chiarire il concetto), ma forse non tra i pali.

A farne le spese è stato dunque il buon Alex da Udine, a beneficio di David Ospina. Scelta basata non dal rendimento, perché su quello di Meret c’è poco da dire: le parate prodigiose compiute durante la stagione coprono più che abbondantemente qualche piccola incertezza, comprensibile per un ragazzo che a dispetto della sua giovanissima età, si può considerare uno dei portieri dal talento più cristallino sul panorama europeo.

Piuttosto, la scelta di Gattuso è dettata dalla sua filosofia di gioco, per la quale il portiere non è solo preposto alla difesa della sua porta, ma anche addetto alla funzione di prima regia della squadra e di costruzione di gioco. Compiti e funzioni più nelle corde di Ospina, portiere più esperto sotto quest’aspetto.

Una visione di gioco che, addebitata a Gattuso, suona lievemente contraddittoria: ancora alla guida del Milan, infatti, il mister preferiva Donnarumma, portiere bravo tra i pali ma non altrettanto con i piedi, a Reina, che sul gioco palla al piede ci ha costruito una carriera. Era la stagione 2018-2019, mica un secolo fa.

Condivisibili o meno la filosofia calcistica e le scelte di mister Gattuso, la situazione è chiara e delineata: Ospina è il numero uno della porta partenopea, Meret la sua riserva. E se questa circostanza può, in un certo qual modo essere gestita sul breve periodo, ossia all’interno di questa stagione, lo è molto di meno sul medio-lungo periodo, laddove appare quasi impossibile che Meret accetti a cuor leggero, il ruolo di secondo portiere, di lusso indubbiamente, ma pur sempre un secondo portiere.

Ospina è un portiere che ad Agosto compirà 32 anni, un’età che per un portiere garantisce ancora qualche anno di buon rendimento. E fin quando ci sarà Gattuso sarà il colombiano il portiere titolare (a meno di un altro stravolgimento delle gerarchie), pertanto sarà complicato per Meret riprendersi il posto, a stretto giro. Resta il fatto che Meret è un investimento da proteggere e De Laurentiis lo sa bene; per questo vorrebbe blindare il suo giovane portiere con un rinnovo contrattuale a lunga gittata. Operazione, ad oggi, non semplice e scontata come poteva esserlo solo sei mesi fa.

La sosta CoVid-19 avrà permesso al giovane portiere friulano di fare opportune valutazioni sul suo futuro e alcune società sono state già accostate al suo nome, nel caso il Napoli decidesse di metterlo nella lista dei partenti; sarebbe davvero un peccato perdere un giocatore di tali potenzialità e dalla personalità già così temprata a dispetto della sua giovane età. D’altro canto, non sarebbe neanche giusto impedire il suo naturale percorso di crescita, lasciandolo “a bagno maria” e utilizzandolo di tanto in tanto.

Insomma, potrebbe essere una delle tante patate bollenti che il Napoli dovrà maneggiare con estrema cura, per evitare di scottarsi, in un’estate che si preanuncia turbolenta oppure la proverbiale montagna che partorisce il topolino. Ospina o Meret, un numero uno è di troppo, ma quale dei due? Nelle prossime settimane ne sapremo di più.

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