Un mese fa la tragica morte dell’agente Apicella: il ricordo della moglie

Un mese fa la tragica morte dell’agente Apicella: il ricordo della moglie

“Thiago mi dice ‘Voglio Babbo, mi manca Babbo, perché non possiamo vederlo mai più, perché é successo a noi?’ non ho risposte” ha scritto la vedova


MARANO – Oggi è giusto un mese dalla morte di Pasquale Apicella. A ricordarlo è la moglie Giuliana Ghidotti con un lungo post su Facebook.

LA DEDICA DI GIULIANA

Giuliana ha scritto: “Un mese fa, in questo momento la mia vita si é fermata. In questo momento ha suonato il citofono. Un mese fa in questo momento il mio cuore si é fermato, perché anche se non lo sapevo il tuo si era già fermato da qualche ora. Un mese fa in questo momento tutto ha cessato di essere e ogni cosa bella ha perso valore. Un mese fa in questo momento la mia vita é finita. Un mese fa in questo momento la terra sotto i miei piedi ha tremato ed è scomparsa ed io ho iniziato la caduta libera nell’abisso della disperazione. Non ho ancora toccato il fondo,sono ancora in caduta libera, ma in questa caduta, sappi amore mio, che tengo stretti i nostri bimbi. É per loro che ogni mattina mi sveglio, é per loro che nonostante il cuore in pezzi e la paura di affrontare questa vita senza te, continuo a respirare. Un mese che mi nutro dei ricordi, che anche se mi dilaniano l’anima sono quello che rimane, un mese che ti cerco avida in ogni angolo della casa.
Un mese che aspetto un tuo segno che mi faccia capire che in questa missione io non sia sola, ti cerco in ogni respiro, in ogni sguardo e in ogni risata dei nostri gioielli. Un mese che ascolto Thiago che mi dice ‘ Voglio Babbo, mi manca Babbo, perché non possiamo vederlo mai più, perché é successo a noi?’. Un mese che non ho risposte, e allora lo abbraccio e lo stringo e lui finalmente l’altro ieri ha pianto, abbiamo pianto insieme, abbracciati,la nostra disperazione per la tua assenza. Un mese di vuoto, di risate mancate, un mese di felicità scomparsa. Un mese di disperazione, rabbia e disperazione. Un mese fa in questo preciso istante iniziava il mio inferno.”

LA RICOSTRUZIONE DI QUELLA MALEDETTA NOTTE

La notte fra il 26 e il 27 aprile, l’agente scelto del commissariato Secondigliano Pasquale Apicella, per tutti Lino, è alla guida dell’auto in servizio di pattuglia. Sta dando la caccia a un’Audi A6 con a bordo tre bosniaci di etnia Rom che hanno appena tentato di svaligiare un bancomat. In via Abate Minichini, la volante della polizia viene investita in pieno dalla vettura dei banditi