26 anni senza Massimo Troisi, ricordo di un pulcinella senza maschera

26 anni senza Massimo Troisi, ricordo di un pulcinella senza maschera

Attore, sceneggiatore, regista, genio


NAPOLI – “C’è chi sostiene che per raccontare belle storie basta guardarsi attorno. Io non ci credo, perché se così fosse i vigili urbani sarebbero tutti Ingmar Bergman.”- con questa frase il grande Massimo Troisi lascia intendere più di quanto scritto fra le righe, la vita bisogna percepirla, sentirla e non semplicemente guardarla.

Massimo Troisi  soprannominato come «il comico dei sentimenti», irriverente, simpatico e mai banale, è considerato il principale esponente della nuova comicità napoletana nata agli albori degli anni settanta. L’attore, sceneggiatore e regista nato il 19 febbraio 1953 a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, è stato uno dei simboli indimenticabili della storia del teatro e del cinema italiano e oggi avrebbe 67 anni.

La carriera del comico napoletano iniziò a teatro con Lello Arena e Enzo Decaro grazie al gruppo cabarettistico “La smorfia” e, dopo aver acquistato sempre più notorietà, Troisi arrivò in televisione in programmi come “La sberla”, “Luna Park” e “Non Stop”. Artista a 360 gradi cimentatosi anche nella settima arte: scrisse e diresse celeberrime pellicole che lo resero uno degli attori più amati di sempre dagli italiani. Così come Edoardo De Filippo e Toto, Troisi diventò ben presto personaggio di paradigma universale.

“La noia non era per lui, Massimo amava la vita. Vorrei fosse ricordato senza retorica”- queste le parole della scrittrice e sceneggiatrice Anna Pavignano, che vuole ricordare la sua spontanea e innocente comicità.

L’incontro con Massimo Troisi alla fine degli anni Settanta stravolse letteralmente la vita della scrittrice che successivamente decise di dedicargli il romanzo «Da domani mi alzo tardi» – sul set di «No Stop» nel 1977: «Lui stava registrando questa trasmissione televisiva – spiegava nel 2008 – erano i tempi della Smorfia con De Caro e Arena.

Ricomincio da tre (1981) scritto insieme ad Anna Pavignano, fu l’ esordio sul grande schermo come protagonista e regista. Vinse due David di Donatello, uno come miglior film e l’altro come miglior attore. La pellicola fu un successo enorme e rimase in proiezione per oltre 600 giorni. Il film narra di un giovane ragazzo che, stanco della solita vita provinciale in un quartiere di Napoli, vuole raggiungere sua zia a Genova. La pellicola si snoda tra sketch memorabili e un’ironia accattivante di grandissimo spessore.

La sua gestualità, così accentuata, lo ha reso  il “Pulcinella senza maschera”. Ha fatto sorridere e riflettere, anche con autoironia. E, inconsapevolmente, ha svelato un volto nuovo della città di Napoli. La pellicola mise in evidenza anche le doti musicali di un giovane musicista napoletano amico di Troisi, Pino Daniele. Il successo continuò per tutti gli anni ’80, culminando con il connubio artistico con Roberto Benigni in Non ci resta che piangere, pellicola campione d’incassi del 1984.

“Ricordo quando andai al cinema Acacia, con i miei compagni, a vedere “Ricomincio da tre”, avevo 13 anni. Quante risate, un film bellissimo. Massimo era contro ogni forma di discriminazione e pregiudizio, ci restituì l’orgoglio di essere nati in questa terra. Negli anni ne ho apprezzato visione, sensibilità, profondità, cultura, intelligenza. Non solo un comico immenso, ma un grandissimo uomo. Nel mio ufficio ho una foto bellissima, donatami da sua sorella Rosaria, con Pino Daniele e Gianni Minà, e spesso la guardo con malinconia”- scrive sul suo canale Facebook, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

A causa di una malattia, Troisi si spense il 4 giugno 1994, appena dopo aver finito di girare il film che lo rese una star internazionale: “Il postino”. La pellicola, ispirata al romanzo “Il postino di Neruda” di Antonio Skármeta, racconta delle vacanze del famoso poeta in una località del sud Italia. Troisi interpreta un giovane postino che consegna quotidianamente le numerose lettere spedite a Neruda. Con il tempo i due instaurano un rapporto di amicizia.  La pellicola gli valse 5 nomination all’Oscar vincendo il premio come “miglior colonna sonora drammatica”. Purtroppo Troisi non riuscì a ritirare il premio perché qualche ora dopo la fine delle riprese morì nel sonno.

Napoli porterà sempre con se l’orgoglio del genio di Massimo Troisi, personaggio  simpatico, profondo, attento al suo cinema ed a lanciare un messaggio che in forma comica sia senza limiti o etichette. Un messaggio spaziante entro i confini dell’intelletto, della ragione, dello spirito e della ragione del cuore.