Giugliano, accusati di reimpiegare i soldi del clan: dissequestrati i beni di Russo e Sequino

Giugliano, accusati di reimpiegare i soldi del clan: dissequestrati i beni di Russo e Sequino

I coniugi già con sentenze definitive nel 2015 e nel 2017 erano stati ritenuti estranei a tutti i reati ascritti


NAPOLI – Stamane il Tribunale di Napoli Sezione per l’applicazione di Misure di Prevenzione ha revocato il provvedimento di sequestro emesso nei confronti dei beni dei coniugi Russo Francesco Biagio e Sequino Angela.

Lette le ricostruzioni e le tesi dei difensori dei coniugi avv. Pino Pellegrino e Luca Panico , il Tribunale all’esito delle acquisizioni istruttorie operate ha disposto la revoca dei beni intestati o nella disponibilità di Russo Francesco Biagio e Sequino Angela per carenza del presupposto oggettivo, ordinando la restituzione di tutti i beni personali e delle aziende.

La vicenda parte nel nel 2014 quando il Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma della Guardia di Finanza sequestrò beni mobili e immobili per un valore di oltre 44 milioni di euro riconducibili agli imprenditori Michele Palumbo, Angela Sequino e Francesco Biagio Russo, perché ritenuti dalla Procura fiduciari di Feliciano Mallardo, indiziati di aver organizzato, nel Lazio, una cellula camorristica federata col clan di camorra Mallardo. L’accusa per i tre imprenditori, era di reimpiegare, per conto del clan Mallardo, i proventi delle molteplici attività delittuose del clan medesimo.

Oggi sono state accolte le tesi difensive degli avvocati Pellegrino e Panico secondo cui gli imputati sono estranei ai fatti di cui erano accusati.

I coniugi già con sentenze definitive del 03.03.2015, confermate dalla corte di appello in data 17.12.2017, e dalla Suprema Corte di Cassazione, erano già stati ritenuti estranei a tutti i reati ascritti agli stessi.

Nonostante le sentenze citate, ai coniugi non erano stati, però, ancora restituiti i beni. Oggi, per loro, finisce così un lungo calvario iniziato nel lontano 10.05.2011