GIUGLIANO – Oggi al comune di Giugliano si è tenuta un’altra riunione con all’ordine del giorno la questione del campo rom abusivo di via Carrafiello. Per quello stanziamento su terreni che ricordiamo essere di proprietĂ di privati cittadini, è giĂ esecutivo lo sgombero disposto dalla Prefettura di Napoli ma il commissario prefettizio Umberto Cimmino sta valutando una soluzione che eviti l’allontanamento coattivo dei rom e la conseguente e piĂą che probabile occupazione di un altro terreno nelle vicinanze.
Per questo motivo ha chiesto ad associazioni che si occupano di sociale ed alla chiese del territorio di cercare di convincere la popolazione ad essere collocata in abitazioni degne e fuori da un contesto di degrado come quello attuale, per favorire la loro integrazione ed evitare quella ghettizzazione che contribuisce all’illegalitĂ diffusa in ogni campo nomadi del territorio.
Alcune delle 87 famiglie che occupano quel campo, hanno giĂ dato la loro disponibilitĂ ad abbandonare quei terreni e sistemarsi in abitazioni. Una di questa ha giĂ trovato sistemazione in un appartamento di Giugliano. Altre, invece, preferirebbero non lasciare la logica del campo in cui risiedere.
Una soluzione, quella del commissario prefettizio, molto simile a quella che i consiglieri comunali del centrodestra proposero alla scorsa amministrazione, che aveva autorizzato un altro campo rom in localitĂ Ponte Riccio, salvo poi tornare sui suoi passi dopo la richiesta di referendum e la conseguente battaglia legale finita addirittura all’ultimo grado di giudizio del Consiglio di Stato.
Per quel progetto del campo rom, il comune di Giugliano, fu finanziato per circa 900 mila euro. Soldi che, a breve, andrebbero restituiti se non utilizzati per un nuovo progetto per la comunitĂ nomade del territorio. L’idea del prefetto Cimmino è proprio quella di utilizzare questi fondi per spostare i rom dai campi e farli finalmente integrare in modo dislocato con le comunitĂ del territorio. Sarebbe previsto, infatti, un bonus per i fitti delle abitazioni da concedere ai rom per il primo mese o per pochi altri.
Una missione, quella del commissario prefettizio, che può avere successo solo con la disponibilitĂ della popolazione nomade con le associazioni del territorio e il mondo della Chiesa, a fare da tramite. I rom devono, però, convincersi in fretta, prima che la Prefettura intervenga con la forza sgomberando l’area di via Carrafiello.




