Post quarantena si ritorna al mare e ad abbronzarsi: i consigli di AIRC per non correre rischi

Post quarantena si ritorna al mare e ad abbronzarsi: i consigli di AIRC per non correre rischi

L’incidenza di sviluppare melanoma è più alta in coloro che da bambini ed adolescenti, si sono esposti al sole senza utilizzare creme solari fino ai 17 anni


Dopo aver temuto di dover rinunciare alla nostra estate e soprattutto alle nostre meravigliose giornate di relax, finalmente possiamo andare al mare e dedicarci ad una delle attività preferite: la tintarella.

Infatti, l’esposizione ai raggi solari porta benefici effetti all’organismo: stimola la produzione di vitamina D, migliora il buon umore ed allontana lo stress. Ma l’esposizione prolungata al sole può creare danni alla nostra pelle come formazione di rughe, perdita di elasticità della pelle, alterazioni nei tessuti ed insorgenza di tumori come il melanoma, dovuti alla produzione di radicali liberi.

Inoltre, uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni, ha evidenziato che l’incidenza di sviluppare melanoma è più alta in coloro che da bambini ed adolescenti, si sono esposti al sole senza utilizzare creme solari fino ai 17 anni. Tutto ciò, significa che non è solo una questione di quanto tempo ci esponiamo al sole ma anche di come ci esponiamo.

L’AIRC (Associazione Italiana della Ricerca sul Cancro) ha emanato una serie di consigli per esporci al sole senza troppi rischi.

  • Evitare lampade e lettini abbronzanti;
  • Indossare vestiti leggeri, un cappello e occhiali da sole che proteggano adeguatamente sia dagli UVA che dagli UVB.
  • I neonati fino a sei mesi vanno tenuti sempre sotto l’ombrellone, mentre i bambini più grandi, soprattutto se di carnagione molto chiara o tendenti alle scottature, possono essere protetti con appositi indumenti da mare che non lascino filtrare i raggi UV.
  • Conoscere il proprio fototipo, cioè la resistenza della propria pelle all’esposizione solare, per tenere d’occhio questo fattore di rischio (per saperne di più consultare la sezione “Il sole”).
  • Stare all’ombra nelle ore del mezzogiorno.
  • Fare attenzione se si stanno assumendo farmaci particolari, detti “fotosensibilizzanti”, perché possono aumentare la sensibilità alle radiazioni solari.
  • Utilizzare la giusta protezione solare, anche se già abbronzati, e spalmarla un quarto d’ora prima dell’esposizione al sole, meglio se con un fattore di protezione uguale o superiore a 15, e ripetere l’applicazione ogni due ore e ogni volta che si fa il bagno o si pratica sport. Inoltre, evitare di utilizzare la crema dell’anno precedente.

La capacità di una protezione solare di schermare o bloccare i raggi del sole viene definita fattore di protezione solare: è il numerino con valori in genere compresi tra 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari spesso accompagnato dalla sigla «Spf» (fattore di protezione solare). Il fattore di protezione blocca i raggi ultravioletti di tipo B: considerati un cancerogeno certo per l’uomo, al pari di quelli A che però oggi, non abbiamo ancora nessun sistema per difenderci. Creme con  «Spf» pari a 15 sono in grado di bloccare il 93 per cento dei raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. Ma nonostante tutto, non esiste nessuna crema capace di bloccare totalmente i raggi UVB, nemmeno quando parliamo di protezione 50+.

I filtri solari possono essere, infine, di due tipi:

  • i filtri chimici che sono sostanze chimiche che hanno la proprietà di catturare l’energia dei raggi UV restituendola sotto forma di altra energia come il calore;
  • gli schermi fisici sono preparazioni inorganiche formulate con derivati di metalli (ossido di zinco e biossido di titanio) che hanno proprietà riflettenti i raggi UV: i raggi UV non sono assorbiti ma vengono riflessi sulla superficie cutanea.

Quindi via libera alla nostra amata tintarella ma con facendo attenzione e soprattutto seguendo queste semplici regole.

Giovanna RiccardiDOTT.SSA GIOVANNA RICCARDI

Farmacista, Biologa, Nutrizionista

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