Missione “quinto posto” riuscita: gli azzurri battono la Roma nello scontro diretto

Missione “quinto posto” riuscita: gli azzurri battono la Roma nello scontro diretto

I partenopei agganciano la Roma al quinto posto dopo una bella vittoria firmata da Callejon e un gioiello di Insigne. Per la Roma pareggio di Mkhitaryan


I calciatori del Napoli esultano al gol del vantaggio

NAPOLI – Operazione “quinto posto” almeno temporaneamente riuscita. Il Napoli si aggiudica lo scontro diretto, valido per la prima piazza appena sotto la zona Champions, a scapito della Roma, al termine di una partita mai noiosa, mai scontata, che poteva e doveva essere chiusa molto prima.

Il punteggio è abbastanza bugiardo. Il 2:1 finale (Callejon. Insigne per il Napoli, temporaneo pareggio di Mkhitaryan) è figlio soprattutto delle tante occasioni sprecate dalla squadra di Gattuso. Riuscire a non capitalizzare almeno sei occasioni, portando l’uomo d’attacco a tu per tu con il portiere avversario, se non è masochismo, manca davvero poco. Indubbiamente vanno dati meriti anche a Pau Lopez, sicuramente alla sua miglior prestazione in maglia giallorossa, ma la complicità degli azzurri è palese.

Ci è voluto un gioiello di Insigne, a circa dieci minuti dalla fine per portare a casa i tre punti, con il suo colpo preferito, il tiro a giro sul secondo palo che si è trasformato in un pezzo balistico di straordinaria bellezza, contro il quale neppure il miglior Pau Lopez ha potuto mettere una pezza.

Ma, se non ci fosse stato il gol di Insigne, il Napoli sarebbe riuscito comunque a vincere? Il dubbio resta, perchè la Roma, nonostante l’enorme divario di occasioni create rispetto al Napoli era comunque riuscita a rimettersi in carreggiata, dopo lo svantaggio accusato per il gol di Callejon. Per gentile concessione del centrocampo del Napoli, in evidente debito di ossigeno a causa cambi operati da Gattuso in quel settore decisamente in ritardo, Mkhitaryan è riuscito a bucare Meret nell’unico vero tiro in porta dei capitolini.

Con Zielinski e Ruiz scoppiati dopo circa un’ora e un mediano come Demme limitato nella sua azione da un’ammonizione rimendiata dopo soli sei minuti, la Roma ha avuto una ventina di minuti nei quali ha piazzato almeno tre ripartenze che poteva sfruttare meglio. Le cose sono andate meglio con l’innesto di Lobotka a dare respiro al reparto e ricompattare una squadra fin troppo slegata nei reparti. Ma di questi tempi, a questi ritmi di gioco, pretendere una tenuta atletica efficace per tutta la partita, sarebbe folle.

Nel complesso, il Napoli, al di là delle sue ingenuità, l’ha interpretata abbastanza bene. Propositivo nei primi venti minuti di gioco, per poi abbassare saggiamente il baricentro del gioco, cercando di pizzicare la Roma giocando alle spalle della sua linea difensiva, facilmente espugnabile con inserimenti da dietro. Non è un caso che le prime incursioni più pericolose portino la firma di Fabian e Zielinski.

A proposito del polacco e dello spagnolo: dal punto di vista dell’impostazione è stata forse la migliore interpretazione del 2020 per entrambi.Veloce la circolazione di gioco, buono il movimento senza palla e gli inserimenti alle spalle della difesa a tre della squadra di Fonseca; purtroppo il lavoro di un centrocampista si estende anche a compiti di copertura, ai quali i due calciatori proprio non riescono ad ottemperare, rendendo obbligatoria (in partite di un certo calibro) la rinuncia ad uno dei due.

Per quanto riguarda la fase difensiva, va registrata una certa sofferenza di Di Lorenzo, che dalla sua parte ha incontrato uno Spinazzola gagliardo e propositivo, che spesso lo ha messo in difficoltà. Buona la “prima” da titolare di Manolas, proprio contro la sua ex-squadra, mentre Koulibaly si è reso protagonista una buona partita, macchiata solo dall’essersi fatto portare fuori posizione da Dzeko, in occasione del gol.

Il migliore del reparto arretrato, è invece l’altro ex-Roma, Mario Rui, bravo a limitare Zappacosta e a proporsi più volte al traversone, uno dei quali si è trasformato nell’assist che Callejon ha trasformato nel gol del vantaggio. Fosse più continuo e meno irruento, più pulito e meno nervoso nel suo modo di giocare, potrebbe fare molto di più del suo rendimento altalenante. Stavolta, almeno, ci è toccato la partita buona.

Insomma, partita vinta con un risultato alquanto bugiardo. Il Napoli visto contro la Roma meritava almeno tre gol di scarto, ritrovandosi invece a soffrire fino al fischio finale. La Roma era sicuramente un avversario forte, ma comunque in crisi di gioco e di risultati. C’era da riscattare la brutta figura di Bergamo e l’obiettivo è stato centrato. Adesso, ci sarà da difendere con le unghie e con i denti questo quinto posto che, in verità, vuol dire davvero poco per la stagione, ma che è sicuramente un altro vedere rispetto all’undicesimo posto di inizio anno.

Archiviato il capitolo Roma, si va a Genova, sponda rossoblu, contro un Genoa che cerca disperatamente punti per tirarsi fuori dalla fanghiglia della zona retrocessione. Se le motivazioni possono sopperire al piano tecnico, allora il Napoli dovrà scendere in campo armato fino ai denti, perchè il “grifone” venderà cara la pelle prima di lasciare i tre punti. Gli azzurri dovranno fare lo stesso, e con Gattuso non dubitiamo che accada.

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