Coronavirus, nel quartiere di De Luca scoppia un focolaio

Coronavirus, nel quartiere di De Luca scoppia un focolaio

“Un ritorno all’obbligo della mascherina all’aperto diventerà inevitabile se c’è una moltiplicazione dei contagi”, dice De Luca


SALERNO – Coronavirus, nel quartiere dove vive il presidente De Luca è scoppiato un vero e proprio focolaio. I casi registrati erano 12, in appena una settimana, ma nella serata di ieri si sono registrati altri 3 contagi; sempre nel rione Carmine di Salerno.

Si tratta di un commerciante di Baronissi che ha un negozio nel quartiere, e di una donna di nazionalità ucraina, residente a Cava, che pure ha avuto un contatto con il mini-focolaio salernitano.

Ormai nel quartiere Carmine è psicosi da coronavirus dopo il boom di contagi. Al negoziante di scarpe e alla donna ucraina si aggiungono una dipendente di una banca in via Prudente e del titolare di un bar in via Don Bosco, emersi l’altro sabato. Successivamente è giunta anche la conferma per un amico di quest’ultimo.

LE DICHIARAZIONI DI DE LUCA 

“Un ritorno all’obbligo della mascherina all’aperto diventerà inevitabile se c’è una moltiplicazione dei contagi”, dice De Luca rispondendo a chi gli domanda un parere su un’ipotesi simile nel Lazio. Poi va giù duro facendo un appello ai sindaci campani: “Bisogna chiudere, con l’aiuto dei vigili urbani, i negozi nei quali si trovano commessi o clienti privi di mascherina”. Perché “non è più tempo di sottovalutazioni. Abbiamo aperto l’Italia da un mese, il governo nazionale ha ritenuto di aprire tutte le attività, ma abbiamo le serate che sono segnate da fenomeni di movida irresponsabile. Ci sono decine di migliaia di giovani che pensano che il problema non esista più. Questa – attacca il governatore – è una posizione irresponsabile. Credo che sia arrivato il momento di cominciare a prendere misure repressive, a penalizzare chi non rispetta le regole elementari”.  De Luca, come riportato da Il Mattino,  sulla sua città getta acqua sul fuoco: “Non ci sono preoccupazioni particolari. Siamo più o meno nella norma. Registriamo oggi sei contagi, quattro di questi legati ad una presenza di una famiglia venuta dalla Moldavia, e altri due sono contatti avuti da commercianti in un quartiere della città. Ovviamente niente di drammatico – dice il governatore – ma bisogna tenere gli occhi aperti”. Ma nel Salernitano i casi si sono più che triplicati in pochi passando da 8 a 31, mentre non si fermano i contagi al rione Carmine a Salerno: dove ieri sono emersi 3 cluster.
Ai positivi registrati in questi giorni, si aggiungono in totale altri 7 casi in città. Salgono così a 15 gli infettati riconducibili al popoloso quartiere dove risiede il governatore De Luca. A questi, poi, si aggiungono 3 infettati a Pisciotta, nel Cilento, ricoverati al polo covid di Scafati qualche giorno fa, e uno a Pontecagnano. Ed è dal mese di aprile, poi, che nel salernitano non si contava un numero di casi quotidiani come quello degli ultimi giorni. Ma nessuno ha il coraggio di parlare di cluster.

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