Furto nell’aversano, l’intervista alla vittima: “Entrati con mia figlia in casa, ora sono a piede libero”

Furto nell’aversano, l’intervista alla vittima: “Entrati con mia figlia in casa, ora sono a piede libero”

“Racconto ciò che mi è successo per lanciare un monito verso i miei concittadini. Io e la mia famiglia violati della libertà”


ORTA DI ATELLA / SUCCIVO –  La scorsa Domenica intorno alle 14:30 la nostra testimone, P.B., si trovava insieme a suo marito nei pressi della sua abitazione, quando due persone, accompagnate da altre tre, hanno fatto irruzione in casa loro. La protagonista del caso ha voluto raccontarci nei dettagli l’accaduto così che possa essere un modo per frenare gli atti illeciti della banda criminale, purtroppo ancora a piede libero.

Dove eravate lei e suo marito nel momento dell’irruzione?
“Ci trovavamo in prossimità della casa, a circa 15 metri, a spazzare nella traversa adiacente che si trova in via San Francesco d’Assisi ad Orta di Atella”

E sua figlia?
“Mia figlia, appena 20enne, era sola e si trovava in camera sua. La persona che ha deciso di invaderci casa ha scassinato una delle finestre in legno e quindi lei ha sentito un tonfo, e credendo fosse stato il padre l’ha chiamato, ma non ha ricevuto risposta. Lì per lì non ci ha dato peso – ha proseguito la signora – poiché è abitudine di suo padre, trovandosi a volte sovrappensiero, non risponderle”.

Da quante persone era composta la banda?
“Dalle riprese delle telecamere si evince che fossero 5 le persone coinvolte; 2 sono entrate in casa dalla finestra e altre 2 avevano avuto accesso dal cancelletto, ed attendevano giù alle scale. Il quinto invece faceva da sentinella guardando dalla ringhiera del cancello se qualcuno facesse ritorno. L’auto con cui giravano era un’Audi A4 Station Wagon dal colore grigio scuro, probabilmente fumo di Londra”.

Cosa sono riusciti a portarle via?
“Sono riusciti a prendere 100 euro dal portafoglio di mio marito e la sua fede.  La persona che era entrata in casa è riuscito ad aprire un comò nel quale conservo dei gioielli, li ha presi e li ha lasciati sparsi sul letto. Non so per quale motivo ma per fortuna ha preso solo un braccialetto d’acciaio di scarso valore. Quando è tornato nel corridoio per andar via, mia figlia l’ha visto ed ha dato l’allarme gridando a squarcia gola ‘C’è qualcuno in casa!’. Non appena l’abbiamo sentita abbiamo cominciato a correre ed uscendo dalla strada in cui ci trovavamo abbiamo incrociato il malvivente che usciva dal portoncino esterno”.

A quel punto cosa ha fatto?
“Ho cominciato ad inveirgli contro in maniera concitata e l’ho rincorso insieme a mio marito, ma purtroppo i banditi sono riusciti a fuggire. Ora sono a piede libero. Sul luogo è giunta la polizia, alla quale abbiamo anche sporto denuncia”.

“Io e mia figlia siamo ancora sconvolte – ha concluso la nostra testimone – racconto ciò che è successo a me e alla mia famiglia per lanciare un monito verso i miei concittadini. Non è normale che un ladro, tra l’altro in pieno giorno lungo una strada provinciale, riesca a commettere simili atti”. “Siamo stati violati della libertà, adesso non ci sentiamo sicuro nemmeno in casa nostra”.