Giugliano, 4 partiti del centrodx smentiscono la spaccatura. Ma prima erano in 7

Giugliano, 4 partiti del centrodx smentiscono la spaccatura. Ma prima erano in 7

Se la matematica non è un’opinione, la disgregazione è un dato oggettivo che non può essere negato


GIUGLIANO – Il documento redatto dai coordinatori cittadini dei quattro partiti del centrodestra giuglianese, teso a rispondere a quanto dai noi riportato in diversi articoli, per quanto il nome del giornale non venga mai riportato, desta numerose perplessità.

Il clima idilliaco e partecipativo che viene descritto appare molto lontano dal reale stato delle cose, come testimoniato dai fatti delle ultime settimane. Si parla di unità, dimenticando che in un documento redatto e siglato prima dello stravolgimento causa coronavirus le firme in calce erano sette. Almeno sette tra partiti e liste, che oggi si riducono a quattro. Dov’è la paventata unità?

A smentire la presunta compattezza ci avevano già pensato proprio quelle liste civiche che, escluse arbitrariamente da ogni ragionamento, si erano espresse chiaramente contro la direzione che i partiti stavano per intraprendere. E le cose non sono idilliache neanche all’interno degli stessi partiti, se Alfonso Sequino e Francesco Aprovitola – unici rappresentanti di Forza Italia in consiglio comunale – vengono sistematicamente osteggiati dal coordinatore cittadino.

E se Forza Italia piange, di certo a ridere non possono essere Lega e Fratelli d’Italia, uniti in nome di una compattezza sventolata nel documento, ma ai ferri corti per il nuovo passaggio – confermato, poi no, poi forse sì – di Bifaro dal carroccio al partito della Meloni. Infine l’UdC, allineato e coperto sulla carta ma con ancora altri tavoli aperti per nuovi, neanche tanto clamorosi, cambi di casacca.

Giugliano, la disgregazione del centrodestra porta la sua firma: Giuseppe Pietro Maisto