Giugliano, Borgo Zaccaria al centro della polemica politica: tra finto clamore e fake news

Giugliano, Borgo Zaccaria al centro della polemica politica: tra finto clamore e fake news

Più che una speculazione edilizia – come gridano i pubblici accusatori – ci troviamo, probabilmente, davanti ad una speculazione politica


GIUGLIANO – Borgo Zaccaria in via Grotta dell’Olmo continua a far discutere, e a Giugliano pare essere diventato l’argomento principale della dialettica politica in tempo di campagna elettorale. Tra tanto finto clamore spuntano anche le fake news volte ad ingigantire una questione che gigante non si sarebbe mai dimostrata se l’election day non fosse fissato a 60 giorni.

Tra le varie versioni emerse nelle ultime 48 ore, ce n’era, infatti, anche una che narrava di abbattimenti che avrebbero riguardato anche la volta della chiesa di San Francesco, fantasiosa ipotesi smentita dalle immagini che pubblichiamo. La chiesa, infatti, si trova di fronte alle parti demolite ed ha diversa proprietà.

Stabilito ciò, resta da comprendere come l’abbattimento di un luogo abbandonato da anni nel disinteresse di ogni fazione politica e divenuto oramai discarica abusiva a cielo aperto abbia destato così tanto scalpore, spingendo diversi protagonisti della politica stessa – quasi tutti impegnati, direttamente o indirettamente, nelle imminenti elezioni – ad esprimere a mezzo social tutto il proprio dolore per la vicenda. Tanto da tirare in ballo, come scritto poc’anzi, anche la chiesa che invece versa sì in condizioni pietose – la qual cosa non tocca invece tanti animi sensibili – ma non è stata abbattuta.

Più che una speculazione edilizia – come gridano i pubblici accusatori – ci troviamo, probabilmente, davanti ad una speculazione politica. Ancor di più, se si pensa che sull’area oggetto dei lavori, che ospitava le antiche stalle dei Borbone, da tempo vigeva un’ordinanza di abbattimento e/o messa in sicurezza da parte di organi sovracomunali.

La destinazione dell’area in cui sorgerà un residence, è discutibile ma legittima. Ma se l’alternativa è un luogo fatiscente e pericolante, pieno di immondizia sversata ogni giorno da criminali incivili, è dura puntare il dito.

Sull’abbattimento, inoltre, non vi è stato alcun veto della sovrintendenza ai beni culturali, né degli uffici preposti al Comune di Giugliano. Era programmato e pubblico. Tutti se ne sono accorti con ritardo, ma una buona parte ha preso spunto per farlo diventare un caso politico, probabilmente senza essere mai stati sul posto e averne appurato le reali condizioni e le possibilità di una riqualificazione che ne conservasse il valore storico.