Indagato Fontana. Conti in Svizzera e bonifici al cognato: tutte le accuse

Indagato Fontana. Conti in Svizzera e bonifici al cognato: tutte le accuse

Il Governatore non si dimette: “I miei conti sono limpidi”


MILANO – E’ indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano sui 75mila camici e i 7mila set sanitari che Dama Spa si è offerta di fornire alla Regione, attraverso Aria Spa, la centrale d’acquisto lombarda, al prezzo di 513mila euro, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia.  Dama Spa è l’azienda del cognato di Fontana, Andrea Dini, la stessa azienda nella quale Roberta Dini, moglie di Fontana e sorella di Andrea, detiene il 10% delle quote. Aria commissiona l’ordine il 16 aprile 2020. ll 20 maggio, però, Dama invia una mail ad Aria informando di voler trasformare la fornitura in donazione. Il pagamento viene quindi bloccato. Alla fine arriveranno alla Regione tutti i 7mila set ordinati ma solo 49.353 camici sui 75mila previsti. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, i 25mila camici che mancano all’appello sono gli stessi che Dama ha invano cercato di vendere alla casa di cura “Le Terrazze“ (a Cunardo, provincia di Varese) al prezzo di 9 euro l’uno, 3 euro in più rispetto al prezzo proposto alla Regione prima che si virasse sulla donazione. Il 19 maggio, il giorno prima della mail con la quale si trasformava l’ordine in donazione, Fontana, stando sempre a quanto emerso dalle indagini della procura, cerca di bonificare alla Dama 250mila euro, attingendoli da un proprio conto svizzero protetto da scudo fiscale.

L’operazione non riuscì, il bonifico fu bloccato perché ritenuto non coerente con la normativa antiriciclaggio e fu inviata una segnalazione alla Banca d’Italia, che la girò alla Guardia di Finanza e alla procura. Proprio da qui parte l’inchiesta della procura. Perché quel bonifico? «Un gesto risarcitorio» nei confronti del cognato, dice Pensa. Nel frattempo il caso della commessa viene sollevato da Report, la trasmissione Rai. Questi i fatti.  L’accusa mossa dalla procura a Fontana è «frode in pubbliche forniture» perché la Regione non ha preteso che la commessa, poi trasformata in donazione, venisse completamente onorata, vale a dire: la Regione non ha mai preteso che Dama desse in dono anche i 25mila camici che mancano all’appello.

Fonte Il Giornale