Manolas non basta ad uno spento Napoli. Al Bologna il pareggio va stretto

Manolas non basta ad uno spento Napoli. Al Bologna il pareggio va stretto

Secondo pareggio consecutivo per il Napoli che porta a casa un punto dal dall’Ara, contro un ottimo Bologna. A Manolas risponde Barrow. Napoli in calo fisico e motivazionale


Manolas porta il Napoli in vantaggio

BOLOGNA – Se solo tre gioni fa si parlava di due punti buttati al vento contro il Milan, al Dall’Ara, il punto con il quale gli azzurri rientrano da Bologna va benedetto. Il pareggio è un risultato che va strettissimo ai felsinei guidati da Mihajlovic, autori di un secondo tempo più che autorevole, dal quale avrebbero meritato anche la vittoria.

Affermazione che trova giustificazione sulla base di un gol fatto (quello buono, di Barrow), due annullati per fuorigioco millimetrici, un palo colpito da Danilo e un’occasione divorata da un piede, seppur di ottima fattura, di Palacio. Il paradosso vuole che il pallone del match-point sia capitato sul destro di Mertens, altrettanto pregiato, in pieno recupero.

L’anonima conclusione del belga è finita fuori, sul palo difeso da Skorupski, da una posizione dalla quale il numero 14 del Napoli difficilmente sbaglia. Sarebbe stato il gol di una vittoria onestamente immeritata, frutta di una delle prove meno convincenti del Napoli post-lockdown, corredato da un secondo tempo più brutto di quello offerto a Bergamo qualche settimana fa.

Ma, che sarebbe stata una giornata dura lo si è capito anche dalla formazione messa in campo da Gattuso. Non ce ne voglia il mister: il turnover va applicato scrupolosamente, soprattutto quando c’è da battagliare contro il caldo torrido e la stanchezza causata dagli impegni ravvicinati, però stravolgere quasi totalmente la formazione che ha pareggiato contro il Milan appare una forzatura.

E’ pur vero che fin quando gli undici titolari per l’occasione hanno disputato un dignitoso primo tempo, passando in vantaggio con il quarto gol di Manolas, ma è altrettanto vero che oltre al gol il Napoli ha costruito poco altro. Può capitare, soprattutto a questo Napoli che sta dando l’impressione di non avere particolari motivazioni in questo finale di torneo. Lo si è capito quando, una volta entrati i “titolarissimi”, come amava definirli l’ex-mister Mazzarri, la qualità del gioco è andata via via peggiorando, lasciando sempre più spazio al Bologna per colpire, soprattutto con un imprendibile Barrow, autore del pareggio, ma capace di far ammattire buona parte dell’impianto difensivo azzurro.

Vedere Maksimovic che si fa prendere d’infilata tre volte di fila a seguito di uscite difensive infelici; vedere Ruiz incespicare nei suoi stessi piedi; vedere Insigne sparacchiare in curva e Mertens, come detto, sprecare una buonissima occasione da una delle sue posizioni preferite; vedere Milik giocare come un oggetto mistorioso e sempre più lontano da Napoli e dal Napoli, induce a pensare che i ragazzi stanno mollando la presa, nonostante i diktat di Gattuso votati alla grinta e allo spirito di sacrificio che a qualcuno dei ragazzi sta facendo difetto. Una questione che deve far riflettere, soprattutto mister Gattuso che, a Bologna, sul piano della spinta atletica e motivazionale è stato messo sotto da Mihajlovic, un altro che, comunque, di certi modi di stare in campo anche lui è maestro. Ci mancherebbe.

Diciamo che, allo stato attuale delle cose, niente di particolarmente eclatante o grave: che il Napoli, almeno in territorio nazionale il suo dovere l’abbia fatto, lo sanno i muri ed i sassi, ma sarebbe comunque cosa gradita non sprofondare nel pantano dell’anonimato di metà classifica, un’onta che questa squadra, con tutti i suoi difetti ed i suoi limiti, non meriterebbe. Tutto dipenderà dallo spirito con il quale gli ultimi impegni di campionato verranno affrontati, in particolar modo da chi si sta conservando per il Barcelona chi, invece, per il prossimo caklcio mercato. Entrambi terribilmente vicini.

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