Marano e Mugnano senz’acqua da 4 giorni: le proteste dei residenti

Marano e Mugnano senz’acqua da 4 giorni: le proteste dei residenti

“Quattro giorni da incubo – scrivono centinaia di utenti social – Peggio del terzo mondo. Due città, con un’emergenza Covid ancora presente, lasciate in balìa degli eventi”


MARANO/MUGNANO/CHIAIANO – Un incubo estivo per 95 mila abitanti. Da quattro giorni i residenti di due comuni, Mugnano e Marano, sono alle prese con una crisi idrica senza precedenti. Prima la falla nel quartiere Chiaiano, che ha costretti i tecnici della Regione a lavorare giorno e notte per tre giorni di fila, poi il guasto alle pompe idriche di via San Rocco, nel territorio di Marano.

Due eventi ravvicinati che hanno mandato in tilt l’intero sistema idrico e creato disagi a non finire a migliaia di famiglie. L’acqua doveva tornare nelle case alle prime luce dell’alba di ieri, almeno nella parte bassa di Marano e nel comune di Mugnano. Qualcosa, però, non è andata per il verso giusto e i tempi si sono dilatati. Molte famiglie sono state raggiunte dalla fornitura soltanto nella serata di ieri, molte altre invece dovranno attendere la tarda mattinata di oggi o al massimo nel pomeriggio. Nella zona periferica di Marano, per giorni non interessata alla problematica sorta a Chiaiano, si segnalano da ieri ulteriori disservizi e disagi. Via San Rocco, via Pendine-Casalanno, via Marano-Quarto, via San Marco affrontano da ieri la grande sete causata da un ulteriore (ennesimo) guasto all’impianto di sollevamento idrico (C1), le cui pompe sono state a più ripresa oggetto di interventi di ripristino da parte del Comune. Le pompe di sollevamento sono state già sostituite e ora si attende che l’acqua torni nelle case e nei negozi delle popolose frazioni periferiche, dove risiedono almeno 20 mila persone. A Marano, per ben due giorni di fila e a causa delle precarie condizioni igienico-sanitarie, sono stati dichiarati off limits anche gli uffici pubblici. Il Comune ha ottenuto l’intervento della protezione civile regionale, che ha inviato autobotti. I mezzi, presi d’assalto dalla cittadinanza, hanno sostato a lungo all’esterno dello stadio comunale di via Falcone, al corso Mediterraneo e in via Baracca.

Luigi Sarnataro, sindaco di Mugnano, si è invece affidato agli appelli: “Ci hanno garantito che gli interventi di ripristino sono stati completati – ha spiegato in una nota – Abbiamo retto bene nella prima fase anche grazie all’impianto di accumulo di via Di Vittorio. Da l’altro ieri si registrano non poche difficoltà anche nel nostro territorio, per questo invito la cittadinanza a non sprecare l’acqua”.

Appelli, interventi che non placano l’ira dei cittadini. «Quattro giorni da incubo – scrivono centinaia di utenti social – Peggio del terzo mondo. Due città, con un’emergenza Covid ancora presente, lasciate in balìa degli eventi. Poche e confuse le notizie fornite alla cittadinanza». Qualcuno, sempre con appelli sulle pagine dei social network, ha proposto di organizzare sit-in o di non pagare le prossime bollette. «A Marano – scrive Luisa Rametta, volontaria e ambientalista molto nota nel territorio – la carenza idrica è di norma, soprattutto in estate. La zona collinare e quella a ridosso con il comune di Quarto è penalizzata dalla vetustà degli impianti e dagli innumerevoli furti d’acqua». La polizia municipale, proprio di recente, ha scoperto e sanzionato diversi coltivatori intenti ad irrigare campi, grandi anche più di 50 mila metri quadri, con acqua potabile e allacci abusivi. Ad alimentare ulteriori scompensi ci pensano i proprietari delle lussuose ville di Città Giardino, tutte dotate di mega piscine. Disarmonie nella distribuzione della fornitura e malcostumi che si perdono nella notte dei tempi. Più di 5 mila famiglia, inoltre, secondo stime comunicate dal Comune di Marano qualche anno fa, non sono nemmeno contrattualizzate. Ladri d’acqua, insomma, tanti, tantissimi e una rete idrica colabrodo, da rifare in più punti.

FONTE: ILMATTINO.IT