Bastano Mertens e Lozano per espugnare Genova. Il Napoli ritrova il ritmo da Europa

Bastano Mertens e Lozano per espugnare Genova. Il Napoli ritrova il ritmo da Europa

Un gol per tempo regalano tre punti al Napoli che, in attesa del big-match del San Paolo, tiene il Milan a distanza. Mertens e Lozano annullano il momentaneo pareggio di Goldaniga


Lozano esulta dopo il gol

GENOVA – In attesa dello scontro diretto di Domenica, gli azzurri respingono l’assalto del Milan, andando ad espugnare il Ferraris in una partita che, sia nel punteggio sia nelle modalità con cui si è concretizzato, somigliava moltissimo a quella vinta con la Roma.

Si, perchè come contro i giallorossi, il Napoli ha giocato bene, dominando la gara in lungo ed in largo per almeno nove decimi della gara, salvo lasciare al Genoa qualche scampolo di manovra. Ma, come contro la Roma, la squadra di Gattuso non è riuscita a capitalizzare quanto di buono creato dalle parti di Perin, migliore in campo tra le file rossoblu, per dispersione.

Un risultato bugiardo, il 2:1 finale, soprattutto per quanto fatto vedere dal Napoli nella prima parte di gioco. Troppa ed evidente la differenza di caratura tecnica tra le due squadre, che è riuscita quasi ad annullare il fattore motivazionale, aspetto da tenere nella dovuta considerazione vista la condizione di classifica del Genoa, in astinenza atavica di punti.

Invece quella del Ferraris è stata una versione del Napoli molto efficace; i partenopei hanno disposto del Genoa a piacimento, decidendo quasi di propria volontà quando affondare il colpo, cha mai si rivelava vincente. Elmas è in palla e si vede, risultando il più pericoloso degli azzurri nei primi venti minuti di gioco, prima andando a bersaglio (gol poi annullato dal VAR), poi costringendo Perin al grande intervento in un refrain che si ripeterà più volte, nell’arco dei primi quarantacinque di gioco.

Poi, tornando al discorso di caratuta tecnica, arriva il colpo che sposta gli equilibri di Mertens che, come Insigne contro la Roma, sceglie la soluzione balistica sul palo più lontano, dove nemmeno un Perin in forma strepitosa può arrivare, in un momento che sarebbe potuto e dovuto essere decisivo (e che purtroppo non lo è stato).

Perchè (come contro la Roma) arriva il momento in cui la squadra inevitabilmente si sfilaccia, la fatica si fa sentire e la concentrazione viene a mancare. Succede che si prende un gola da calcio d’angolo, sul quale Maksimovic si fa un pisolino, lasciandosi freddare da Goldaniga. In realtà, il serbo è recidivo, perchè già nel primo tempo un suo liscio manda in porta Pinamonti, interrotto da uno strepitoso Meret. Sono questi gli errori da evitare.

Nonostante tutto, il Napoli non va in bambola ed è uno dei meriti che vanno attribuiti a mister Gattuso (è successo solo a Bergamo, nella fase post-lockdown), riassettandosi facendo affidamento alle forze fresche a cui attinge il mister. Le scelte erano abbastanza obbligate, dunque non parleremo di capolavori tattici di Gattuso, ma semplicemente di scelte dettate dal buonsenso. Non serviva il patentino per capire che di Politano ancora in cerca di una sua dimensione si poteva fare anche a meno, per far spazio a Lozano zelante come non mai, in queste ultime uscite.

Fa piacere che il messicano sia il match-winner di serata, bravo ad insaccare su una giocata meravigliosa di Ruiz che lo manda in porta con un lancio di cinquanta metri. Giocatore che finalmente è in fiducia perchè sente la fiducia dell’allenatore e dei compagni. Il Lozano pre-lockdown è un lontano ricordo ma andiamoci piano con i facili entusiasmi. El Chucky ha ancora tanto da dimostrare per giustificare l’enorme esborso fatto per il suo acquisto, ma seguendo questo tracciato, la situazione potrà ancora migliorare.

I tre punti portati in dote dal messicano consentono di guardare al proseguo della stagione con “entusiasmante tranquillità”. Il contrasto suona bene, perchè gli azzurri, dopo lo stop di Bergamo, hanno ripreso a girare alimentando così l’autostima che una sconfitta come quella contro l’Atalanta avrebbe potuto minare, e giocando con la mentalità di a questo campionato ha ben poco da chiedere; ma non lo dite a Gattuso.

Soprattutto perchè il prossimo avversario del Napoli si chiama Milan, al quale proprio il mister deve la sua carriera da calciatore, corredata da un palmares invidiabile e forse l’esonero più bruciante e doloroso della sua, seppur breve, carriera da allenatore. Sarà motivo di rivalsa e, soprattutto, incentivo a spingere i suoi ragazzi a vincere la terza gara di fila, spingendo il “suo” Milan fuori dalla zona Europa. Sarà una bella partita, ma nel frattempo, anche se per poco, godiamoci questi tre punti.

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