Il Napoli paga dieci minuti di follia. L’Atalanta ringrazia con Pasalic e Gosens: gol da Champions

Il Napoli paga dieci minuti di follia. L’Atalanta ringrazia con Pasalic e Gosens: gol da Champions

A Bergamo si ferma a cinque la striscia di vittorie consecutive del Napoli di Gattuso. Dopo un discreto primo tempo, l’Atalanta punisce cinicamente gli azzurri. Prima Pasalic, poi Gosens regalano preziosi punti Champions a Gasperini


Giocatori dell'Atalanta esultano dopo il gol

BERGAMO – Qualcuno si offende o grida allo scandalo se parliamo di sconfitta, tutto sommato, indolore, in quel del Gewiss Stadium? Insomma, non si poteva avere la pretesa che il Napoli le vincesse tutte, da qui alla fine, pertanto un passo falso in casa della squadra, attualmente, più in forma del campionato era da mettere in preventivo.

Comunque perdere fa sempre dispiacere, soprattutto nei modi in cui la sconfitta si è materializzata, dopo un primo tempo abbastanza equlibrato in una partita spigolosa, dove più che la tecnica sembrava contare la freschezza atletica. Il Napoli del primo tempo ha sparato le sue migliori cartucce, cercando fin dai primi minuti una certa aggressività per mettere in difficoltà la squadra di Gasperini, che proprio nel ritmo ha la sua arma migliore.

Il vero problema è trasformare la foga agonistica in gol. Pensiamo alla partita dell’Atalanta contro la Lazio di qualche giorno fa, nella quale la Lazio mise sotto gli orobici per una mezz’ora circa, andando sul doppio vantaggio, salvo poi sgretolarsi strada facendo, fino al totale cedimento fisico, lasciando all’Atalanta tempi e modi per provvedere alla spettacolare rimonta. Morale della favola: se non segni almeno tre gol, sulla lunga distanza l’Atalanta mette la freccia e sorpassa.

Il Napoli non è riuscito nell’impresa di segnare due gol e nel secondo tempo, si capiva, che per la squadra di Gattuso sarebbe stata dura reggere fisicamente. A rovinare, però, i piani è stata un’ingenuità fatale; un pallone in uscita perso banalmente da Fabian, che si è trasformato nell’azione che ha portato al gol dell’Atalanta: cross di Gomez, colpo di testa di Pasalic. Gol. Non può nulla Meret, che nel corso del primo tempo è stato chiamato in causa per sostituire Ospina, vittima di un infortunio alla testa su un un azione convulsa in area di rigore.

Un gol stupido, che ha regalato all’Atalanta un vantaggio non meritatissimo, ma che spezza le gambe e mina l’autostima degli azzurri, che da lì a poco subiscono anche il raddoppio di Gosens al termine di un’azione corale, tipica dalla Gaperini-band, che consente al laterale tedesco di battere comodamente Meret con un preciso diagonale.
Uno-due terrificante, che metterebbe in ginocchio chiunque, anche il discreto Napoli visto all’opera a Bergamo

La partità finisce in quel preciso istante. La reazione dei partenopei non è stata trascendentale, ma non lo era stata neppure prima delle reti atalantine. Mertens non ha mai fatto paura alla retroguardia nerazzurra, men che meno Insigne e Politano. Qualche sussulto da parte dei centrocampisti, Ruiz e Zielinski, che cercavano di inserirsi tra le linee e provare ad impensierire Gollini, cosa che in realtà non è quasi mai accaduta.

L’Atalanta ha amministrato in quasi totale surplus il doppio vantaggio, assorbendo e metabolizzando la reazione del Napoli, che poco ha prodotto anche con gli ingressi di Callejon, Milik e Lozano, anzi il messicano ha dato quel pizzico di verve che mancava, ma troppo tardi. Insomma, tutto quanto poteva rendere una giornata grigia è puntualmente accaduta, anche per (de)meriti del Napoli che, senza le disattenzioni fatali sui gol chissà cosa avrebbe potuto fare.

Non avendo controprove, il risultato finale rende giustizia fino ad un certo punto. Gol a parte, neppure l’Atalanta ha fatto cose clamorose, però dalla sua ha avuto il cinismo necessario per capitalizzare le due occasioni più nitide create. Sintomo di una squadra bene organizzata e messa in campo, sicura dei propri mezzi, consapevole che con la tecnica di Gomez, la forza di Zapata, gli inserimenti di Pasalic, alla fine il gol arriva sempre. Sembra di rivedere il Napoli di qualche anno fa.

All’inizio si parlava di sconfitta indolore. Sulla carta, quello del Gewiss Stadium doveva essere considerata come l’ultima spiaggia per un’eventuale rincorsa alla Champions League. Vincere lo “scontro diretto” (che tanto diretto poi non era) avrebbe portato il Napoli ad un -9 comunque quasi impossibile da rimontare. Era però un dovere provarci ma è andata come è andata. Certo, la squadra partenopea non merita quindici punti di distacco dall’Atalanta, ciò non toglie che esiste un divario evidente tra le due formazioni, sia sul piano atletico, su quello psicologico e su quello del gioco (oggi forse un po’ meno).

Si riparte contro la Roma, non c’è tempo di piangere sul latte versato, ma solo per versarne un altro bicchiere. Piuttosto, troviamo una soluzione per non farne più cadere a terra: il quinto posto è a portata di mano, ma solo battendo la Roma di Fonseca. In caso contrario, ci attende un lungo Purgatorio calcistico, in attesa dell’altro appuntamento clou della stagione, con il Barcelona.

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