Sgominata cupola dello spaccio con a capo un barista: 20 arresti

Sgominata cupola dello spaccio con a capo un barista: 20 arresti

Per tutti le accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga


CASERTANO – L’indagine della Dda ha coperto il periodo di tempo compreso tra il mese di marzo del 2017 giugno del 2018. Solo ieri, però, per gli indagati sono scattate le manette. Una ventina di presunti spacciatori dell’hinterland casertano finiti nel mirino dei carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta. Indagini secondo le quali tra San Marco Evangelista e San Nicola La Strada un unico sodalizio, con due ramificazioni territoriali locali e il benestare del clan Belforte, avrebbe gestito in autonomia le piazze di spaccio. Sono venti le persone arrestate ieri dai militari coordinati dal maggiore Giorgio Guerrini. Nel corso dell’indagine venti sono stati i chili di droga finiti sotto chiave insieme a 60mila euro, denaro ritenuto provento diretto dello smercio di stupefacenti. Intercettati dopo l’arresto di colui che l’Antimafia ritiene essere la testa della banda, gli indagati sono stati inquadrati all’interno di unaorganizzazione gerarchica, all’interno della quale ciascuno aveva un proprio ruolo.

Figura apicale del sodalizio è risultata essere quella di Giuseppe Orefice che, con il nulla osta del clan Belforte, avrebbe nel tempo assunto la leadership del gruppo attivo a San Nicola La Strada e si occupava dell’approvvigionamento dello stupefacente e di rifornire, a sua volta, Giovanni Capuano, che gestiva la piazza di spaccio di San Marco Evangelista. Tra gli arrestati figurano poi Marco Luise e Raffaele Solla, «contabili» della gang e coordinatori dei droga shop. Luise, insieme alla moglie Immacolata Gargiulo, recuperava le somme per l’acquisto della droga a Napoli grazie al cognato-broker, Salvatore Marino. Solla, invece, distribuiva l’hashish e la cocaina ai pusher. L’inchiesta ha messo in evidenza il ruolo chiave svolto da Salvatore Marino, trait d’union tra Caserta e Napoli. Nel capoluogo partenopeo era Marino che teneva i contatti con Antonio Scotto, esponente del clan Licciardi di Secondigliano. Scendendo poi alla base della piramide, c’erano Vincenzo Masella, Daniela Rendano, Francesco Papaianni, Shauni Solimando, Joseph Parisi, spacciatori di San Nicola la Strada sotto il controllo di Orefice.

IL BARISTA-FINANZIATORE

Le indagini dei carabinieri hanno poi ricostruito la fase successiva l’arresto di Orefice, avvenuto nel gennaio del 2018. Dopo la sua uscita di scena, gli spacciatori casertani, non avendo un contatto diretto con Scotto, passarono a rifornirsi di droga da Salvatore Terlizzi, un altro napoletano. Il denaro necessario per dotare le piazze dello stupefacente lo avrebbe messo a disposizione Francesco Massaro, gestore di un chiosco a San Nicola la Strada. Anche a San Marco Evangelista, il gruppo scompaginato ieri aveva una struttura piramidale e, come detto, il ruolo di comando era svolto da Giovanni Capuano, punto di riferimento dei «ragazzi di piazza Cantone», vale a dire gli spacciatore Jamal Draif, Alessio Geniale, Vincenzo Guida, Domenico Amoroso e Vincenzo Principio. Una piccola parte dello stesso stupefacente, infine, finiva nel capoluogo. A Caserta, per conto dello stesso sodalizio, la droga la vendeva Paolo Crisci.

LE MISURE

In carcere sono finiti Domenico Amoroso, Giovanni Capuano, Paolo Crisci, Jamal Draif, Alessio Geniale, Vincenzo Guida, Marco luise, Salvatore Marino, Vincenzo Masella Francesco Massaro, Giuseppe Orefice, Francesco Papaianni, Joseph Parisi, Vincenzo Principio, Antonio Scotto, Raffaele Solla e Salvatore Terlizzi. Domiciliari, invece, per Immacolata Gargiulo, Daniela Rendano e Shauni Solimando. Rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Nel corso dell’attività investigativa, 18 persone sono state arrestate in flagranza di reato. Come detto, nel complesso, sono stati sequestrati venti chilogrammi di hashish, un etto di cocaina, quattro pistole, 215 cartucce di vario calibro e un giubbotto antiproiettili.

FONTE: ILMATTINO.IT