Turista stuprata in albergo, i giudici: “Era stata drogata”

Turista stuprata in albergo, i giudici: “Era stata drogata”

Mentre gli imputati hanno più volte cambiato versione, rivelano i giudici, la vittima è rimasta sempre coerente con quanto dichiarato al momento della denuncia


SORRENTO – La donna drogata e stuprata a Meta. Nuovi dettagli e particolari sono emersi dalle 90 pagine di motivazione i giudici del Tribunale di Torre Annunziata, che per quell’episodio 7 mesi fa hanno condannato cinque ex dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta.

Da quanto emerso dagli atti alla donna le avevano “somministrato sostanze stupefacenti con effetti incapacitanti”. La 50enne inglese, originaria del Kent, era in vacanza in Penisola Sorrentina ed era stata invitata a “una specie di festa” insieme alla figlia, ma la ragazza si era rifiutata in quanto non si sentiva bene ed era tornata in camera. La violenza risale alla notte tra il 6 e il 7 ottobre 2016.

Mentre gli imputati hanno più volte cambiato versione, rivelano i giudici, la vittima è rimasta sempre coerente con quanto dichiarato al momento della denuncia. Inoltre, quando i telefonini degli accusati erano stati sequestrati, alcuni degli indagati avevano cancellato le memorie da remoto e durante le indagini erano emersi messaggi compromettenti su WhatsApp, in particolare su un gruppo chiamato “Cattive abitudini”, e gli inquirenti avevano recuperato dei messaggi su Facebook in cui Gargiulo “raccontava di avere partecipato a un’orgia”.

In fase di denuncia in Inghilterra la donna era stata visitata ed erano state riscontrate lesioni compatibili con una violenza fisica e tra settembre e dicembre 2016 nei suoi capelli erano state trovate tracce di droga. Tra gli elementi che hanno portato all’individuazione dei responsabili, come riporta il quotidiano Il Mattino, le tracce di dna di Miniero repertate sotto le unghie della 50enne. I cinque ex dipendenti sono stati condannati a pene tra i 9 e i 4 anni, hanno fatto ricorso in Appello. Antonino Miniero e Fabio De Virgilio, i due barman accusati della violenza avvenuta nella zona spa dell’hotel, sono stati condannati a 8 anni; 9 anni per Davide Gargiulo, accusato degli abusi e di aver accompagnato la 50enne nell’alloggio di servizio dove è stata violentata anche dai colleghi; 7 anni per Francesco D’Antonio, che ha ammesso di avere avuto un rapporto sessuale con la turista mentre lei era in stato confusionale; pena più bassa per Raffaele Regio, che ha partecipato e ha fotografato e filmato la vittima. Per D’Antonio e Regio non sono state riconosciute le aggravanti in quanto, spiegano i giudici, i due non lavoravano al bar e quindi potevano non sapere che la donna fosse stata drogata.

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