Arrestato ‘O Biondo, il boss si era reso irreperibile dopo un permesso

Arrestato ‘O Biondo, il boss si era reso irreperibile dopo un permesso

Era in vacanza con la moglie. Nel 2014 suo figlio fu ucciso in un agguato


VASTO/NAPOLI/COSENZA – Era  irreperibile da giorni. Dalla comunità in provincia di Cosenza dove si trovava a causa di un aggravamento della pena avrebbe dovuto recarsi in una casa da lavoro. E invece il boss della Camorra Alfredo Sorianiello, detto ” ‘o biond”  si era dato alla macchia.

A individuarlo, e arrestarlo ci ha pensato i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Vasto, in un hotel del litorale insieme alla moglie, dove senza dare dell’occhio si godeva un po’ di mare.

A riconoscerlo un carabiniere in pensione, che ha subito telefonato ai colleghi.

Nella sua stanza ben 6 telefoni cellulari. Sorianiello sorpreso dal blitz delle forze dell’ordine non ha opposto resitenza. Ora è stato trasferito nella Casa lavoro di Torre Sinello.

Sorianiello scontava una condanna a tre anni e otto mesi. Era stato arrestato nel dicembre 2016, cosiderato reggente del clan Grimaldi di Soccavo. Con lui in manette il nipote Cesare Mautone e Vincenzo Mennone.

A capo di un proprio gruppo attivo nella zona di via Catone vicino al cimitero di Soccavo, Sorianiello, secondo gli inquirenti, avrebbe dato una vera e propria impronta gerarchica al suo clan, con ruoli e mansioni ben definiti.

Un gruppo con organizzazione da ‘legioni romane’ che, con l’incarcerazione del suo boss, sarebbe passato nelle mani di suo genero che, stando alle ultime informative, sarebbe uno dei ‘pezzi da novanta’ del narcotraffico su Napoli con stretti agganci a Melito e Scampia.

Sorianiello subì nel febbraio del 2014 la morte del figlio Fortunato detto ‘Foffy’. Il giovane era nel salone del barbiere Creative Hair di Seconda Traversa via dell’Epomeo, quasi al confine tra Soccavo e Pianura quando un killer solitario non gli lasciò scampo.

Per quel delitto qualche mese fa furono arrestati Carlo Tommaselli, il figlio Filippo Tommaselli, Antonio Megali ed Enrico Calcagno, tutti ritenuti legati al gruppo emergente di Pianura.

FONTE: ABRUZZOWEB.IT