Bonus Covid, 250 euro per chi ha figli fino a 21 anni

Bonus Covid, 250 euro per chi ha figli fino a 21 anni

Bonetti: “Il tabellone del voto alla Camera del 21 luglio, con 452 sì e nessun contrario, parlava chiaro:la famiglia è un tema che unisce”


ITALIA – Prosegue il lavoro dell’esecutivo sul fronte fiscale con una novità attesa per l’inizio dell’anno prossimo: l’assegno unico universale, approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati e si attende il varo del Senato, che interesserà 11 milioni di famiglie con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza ai 18 anni con décalage fino a 21 anni, maggiorato per ogni figlio successivo al secondo, più alto (tra il 30 e il 50%) per ogni figlio disabile. Assegno unico perché sostituisce 8 tra bonus e detrazioni esistenti. Universale, come riportato da Repubblica,  perché è rivolto a tutti, anche ad autonomi e disoccupati, seppur calibrato in base all’Isee.

L’esecutivo ha intenzione di far arrivare i soldi in busta paga, con assegni o crediti di imposta – in base alla tipologia di contribuente – a partire dal prossimo gennaio. All’appello però mancano ancora 6-7 miliardi.

“Se l’assegno unico e universale è una priorità del Governo, come credo, occorre metterlo al centro della riforma fiscale. Le risorse si possono e devono trovare.È un impegno preso davanti al Paese”. Lo dice Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, intervistata dal quotidiano.

IL VOTO FAVOREVOLE DELLA CAMERA PER L’ASSEGNO

“Non temo, perché il tabellone del voto alla Camera del 21 luglio, con 452 sì e nessun contrario, parlava chiaro:la famiglia è un tema che unisce. E per la prima volta si riconosce il suo ruolo imprescindibile. La famiglia produce valore sociale, non certo assistenzialismo”, spiega Bonetti.

“Non escludo – ha continuato il Ministro –  che questa riforma possa avere un canale di accesso ai fondi europei del Recovery Fund, che d’altro canto si chiama Next Generation Eu. Sto lavorando per verificarlo. L’assegno universale non è un costo, ma uninvestimento per i figli e per il futuro. Se non fosse possibile, ricordo che il Recovery libera in ogni caso risorse. Molte di queste potranno convergere sull’assegno unico”, spiega ancora, “mi auguro una celere approvazione in Senato della legge delega. Io sono pronta con i ministri del Lavoro Catalfo e dell’Economia Gualtieri a scrivere i decreti attuativi in autunno. Ricordiamo che il Family Act (di cuil’assegno universale è uno degli assi portanti, ndr) è stato il primo provvedimento approvato dal governo dopo la fine del lockdown, l’11 giugno: un segno concreto e significativo per un Paese che aspettava da anni la riforma delle politiche familiari”.

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